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Chiauci, silenzio: il Molise dorme

di Giuseppe Saluppo

Lunedì 4 aprile 2011, viene inaugurata la diga di Chiauci anche se non ultimata. Si disse: è chiamata a dare non solo  acqua per uso industriale ed agricolo per il Basso Molise e il Basso Abruzzo, ma anche creare le condizioni per lo sviluppo turistico della zona in cui insiste. Questo il messaggio. Alla fine dei lavori avrebbe dovuto vedere l’accumulo di acqua per oltre 14 milioni di metri cubi. Mai raggiunta proprio per la mancata ultimazione dei lavori a seguito di un contenzioso tra il Consorzio Vastese e l’impresa. Diga, dunque, oggi ridotta a pozzanghera e che avrebbe dovuto, invece, dare luogo ad iniziative di crescita per fermare lo spopolamento invertendone la rotta attraverso la facilitazione della creazione di nuove attività di ricezione turistica e di miglioramento/valorizzazione ambientale e paesaggistica del territorio. Paroloni al vento. Di quali iniziative si parlava? Si immaginava? Oggi, quell’invaso, che avrebbe dovuto vedere un oculato piano di prelievo delle acque, è praticamente asciutto. E, il Molise,  per questa opera, ha dato di più, ha impegnato, infatti, sia le sue risorse idriche che il suo territorio. In cambio? Nulla. Se non oggi vedere questo bastione di cemento armato tristemente vuoto. Come vuote le aspettative di interventi per il turismo, per la valorizzazione dell’intero comprensorio fino a Capracotta. Sì, alla piana di Staffoli sotto a Capracotta. È in quest’area, estesa come una dozzina di campi di calcio, uno dei posti più belli dell’Alto Molise, che l’acqua viene assorbita d’inverno alimentando il fiume Trigno che accumula acqua sotto la parete della diga alta 78 metri. A fronte, dunque, di tanta acqua ci lasciano la pozzanghera e nemmeno un soldo. Lì, la crisi idrica. Qui, la crisi da vuoto pneumatico di pensiero. Silenzio, il Molise dorme

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Un anno il festival di Sanremo fu vinto da una coppia che interpretava una canzone dal titolo “Fiumi di parole”: traslando il discorso, eccoci qui. L’ennesimo insieme vuoto collezionato dalla regione Molise.

  2. Ma possibile che solo in Molise -ripeto, solo in Molise- ci sia un nulla di fatto su tutti i versanti? Un conglomerato di insiemi vuoti che non trovi da altre parti. E allora diciamolo: chiudiamo la porta e gettiamo la chiave!

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