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Chi pagherà per il vuoto in sanità?

di Giuseppe Saluppo

Il caso commissario ad acta per la sanità ora sta stufando. Sei mesi senza una guida è pesante. Un Piano operativo che va a scadere e bisognerebbe pensarne uno nuovo. La sanità molisana in tutta la sua complicata realtà: le scandalose liste d’attesa; i ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera in un Piano sanitario regionale da piangere; le criticità finanziarie . Era il banco di prova del nuovo governo regionale, con due prospettive davanti: risollevarsi  o peggiorare le cose. La seconda prospettiva sta purtroppo prevalendo sulla prima grazie ai ritardi del governo nazionale nella nomina del commissario che impedisce, di fatto, qualsiasi azione correttiva o di prospettiva. Anni di sudditanza da Roma, anni di tentativi di razionalizzazione falliti. Aldilà di quanto è successo, sta succedendo e succederà, viene da chiedere cosa ha mai prodotto il commissariamento e cosa hanno determinato i subcommissari che si sono avvicendati, se la stagnazione del debito, la insufficienza dei servizi e la prospettiva del  risanamento rimangono incombenti e irrisolti, e il piano di riorganizzazione, ancorché non reso del tutto nella sua penalizzante destinazione, ha generato ulteriori scompensi, ulteriori limiti alla qualità dei servizi e alla certezza delle cure. E da sei mesi a questa parte nulla è possibile fare per correggere queste storture. C’è da chiedere chi deve rispondere di questo, con quali prerogative e con quali attributi e, soprattutto, con quale responsabilità di fronte al cittadino molisano? Strano a dirsi, il ragno non ancora viene cavato dal buco.

Di admin

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