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Che fine ha fatto l’Acquedotto molisano centrale?

Termoli resta ancora all’asciutto in attesa dei risultati delle analisi sulla potabilità dell’acqua dopo gli ennesimi lavori al torrino del potabilizzatore dell’invaso di Liscione. Mentre oggi, sono i comuni della fascia sinistra del Biferno a dovere scontare l’interruzione del flusso idrico per lavori resisi urgenti sul tratto dell’acquedotto molisano. Problemi che vanno a sommarsi con gravi ripercussioni anche sotto l’aspetto igienico – sanitario. Il problema che si pone, però, è quello relativo al mancato completamento dell’acquedotto molisano centrale che avrebbe dovuto portare acqua sorgiva dal Biferno a 20 comuni del basso Molise. Un’opera dal costo di circa 100 milioni di euro per 150 chilometri di condutture per collegare le sorgenti di Rio Freddo del Biferno a Montenero di Bisaccia. Un’opera che ha conosciuto non pochi intoppi, fino all’ultima perizia di variante del luglio scorso con la quale si prevedeva la conclusione dell’opera entro i sei mesi successivi. Dunque, entro il mese di febbraio appena trascorso. Ma i lavori ancora non vengono chiusi e toccherà, ora, al nuovo governo regionale porvi mano perché è impensabile che la città di Termoli ed altri 19 comuni basso molisani, per una popolazione servita di 100mila abitanti, possano continuare a dovere avere difficoltà nell’approvvigionamento idrico o rischiare ogni qualvolta ci sono problemi dovuti al potabilizzatore del Liscione ormai fatiscente. Ma in ogni caso, di dovere ricevere acqua da un invaso che presenta spesso non pochi problemi di natura igienico sanitari e ambientali.

Di Giuseppe Saluppo

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