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“Centro per l’Impiego, la Regione rinunci ai bandi”

La confusione continua a restare sovrana nella gestione dei Centri per l’Impiego. I 25 lavoratori che hanno maturato i 36 mesi e che si sono trovati fuori dalle strutture non ci stanno dinanzi ai bandi di concorso, per lavoro a tempo determinato, bandito dalla regione Molise per coprire i posti vacanti. Gli avvocati, Vincenzo Iacovino e Vincenzo Fiorini, tornano a chiedere alla Regione un tavolo di incontro per la stabilizzazione dei 25 lavoratori  in virtù di quanto previsto dalla riforma Madia. “Hanno subito una manifesta ingiustizia – ha spiegato l’avvocato Iacovino – ma intendiamo, ancora, prima di impugnare i bandi, chiedere alla Regione di rinsavire sulla questione e procedere alla stabilizzazione dei lavoratori precari. E’ chiaro che, qualora non si dovesse avere risposta, così come fatto fino ad oggi, impugneremo i bandi e agiremo per il risarcimento dei danni perché, secondo la normativa Madia, è prevista la stabilizzazione di chi ha una certa anzianità lavorativa. Se qualcuno dei 25 lavoratori non l’ha maturata perché il suo impiego è stato stoppato, ha subito un danno. E se si prefigura un danno erariale, pagherà il dirigente”.  Del resto, nella confusione legislativa l’unica cosa che appare certa era che anche la proroga dei contratti era legittima. Una querelle a distanza tra due dirigenti della Provincia, avrebbe invece finito con l’ingenerare una situazione ingarbugliata fino a sfociare nella commedia dell’assurdo. Sta di fatto, in ogni caso, che i Centri per l’Impiego stanno vivendo una situazione di caos proprio nel momento in cui più forte è la richiesta di serie politiche attive del lavoro.

 

Di Giuseppe Saluppo

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