Home / Campobasso / Centri per l’Impiego lo schiaffo della politica ai cittadini

Centri per l’Impiego lo schiaffo della politica ai cittadini

File interminabili, musi lunghi, cittadini ammassati che nemmeno sul treno Campobasso Roma, mancanza di vigilanza e personale oberato; questa la fotografia del Centro per l’impiego a Campobasso ma, penso, che la situazione non sia dissimile nelle altre città. Una fotografia allucinante e allarmante, una fotografia figlia dei mancati investimenti, del mancato turnover, della carenza di personale e di personale specializzato, che comporta anche uno stress aggiuntivo agli operatori. È impensabile che un cittadino, già sfibrato dalla perdita del lavoro o dalla mancanza dello stesso, debba sottoporsi a file estenuanti che durano financo giorni, dopo aver dovuto girovagare per altri uffici e patronati, ed alla fine della fiera sarà costretto anche a tornare al CPI previo appuntamento, dopo aver adempiuto all’aggiornamento del curriculum previo la fila di cui sopra. Oggi al CPI di Campobasso c’era gente in fila da ieri, poiché costretta a ritornare oggi al sopraggiungimento dell’orario di chiusura, ieri, mamme che sono dovute andare via perché dovevano recarsi a prendere i figli a scuola, madri e padri non residenti nel capoluogo che erano vincolate dall’orario dei mezzi pubblici di trasporto, personale sfibrato poiché carente. Dunque per poter accedere ad un proprio diritto bisogna sottoporsi ad una trafila estenuante, dopo aver subito anche l’onta della perdita del lavoro. Una situazione spregevole e umiliante per chi la subisce e per chi è costretto a fare il lavoro di tre persone, poiché a seguito di annullamenti e ricorsi ed, infine, a seguito di mancanza di risorse il personale è oramai ridotto al lumicino. Non oso immaginare cosa succederà quando prenderà il via il Reddito di Cittadinanza, che vedrà altra utenza aggiungersi alla fila di cui sopra. Ed è ancor più indicativo il fatto che questa paradossale situazione sia propria dei Cpi, che dovrebbero essere gli apripista verso il mondo del lavoro ed invece sono completamente abbandonati a loro stessi, senza personale, senza vigilanza, svuotati di ogni significato. Questa fotografia rappresenta appieno la sconfitta della politica che non solo non riesce a dare risposte concrete sul piano occupazionale ai propri cittadini ma, che addirittura, lo beffeggia sottoponendoli a stress continui per poter veder riconosciuti i propri diritti. La fotografia di un Paese che non funziona.

Ma. Sa.

Di admin

Potrebbe Interessarti

Di Lucente: “Sul Corecom montata una storia surreale”

“La vicenda delle nomine al Co.re.com sta sfuggendo di mano. Gli attacchi e la campagna …

Un Commento

  1. Ma fino a fine giugno non andava meglio?? Forse la soluzione era proprio lì. Chi capisce agisca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*