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CASO IORIO: Ma la Giustizia italiana è ballerina? La Cassazione lo assolve definitivamente e lo restituisce al Consiglio regionale. Intervista al difensore, avvocato Arturo Messere

Michele Iorio, controverso personaggio politico, spesso a contatto con la Giustizia e i Tribunali, ancorché largamente eletto al Parlamento e al Consiglio regionale, sempre difeso da Lei avvocato Messere, accusato da ultimo di abuso d’ufficio per vicende inerenti lo zuccherificio di Termoli, assolto in primo grado, inaspettatamente condannato in appello, è stato definitivamente assolto in Cassazione per insussistenza del fatto. Scusi, ma la giustizia italiana è ballerina?

-Direi che sempre più spesso è contrassegnata dall’errore giudiziario dovuto anche a una interpretazione della norma che non rispetta il principio di legalità e tassatività; per fortuna arriva la Cassazione che con le regole della sua funzione  nomofilattica  rimette in ordine le cose.

Sentenza, questa ultima della Suprema Corte, che restituisce a Iorio, oltre alla serenità, la possibilità di rientrare in consiglio regionale il cui ingresso, a dispetto della volontà popolare, gli è stato impedito per effetto della legge Severino. 

-Tra le grandi anomalie della nostra legislazione, la legge Severino si risolve, checché se ne dica, in un espediente di inciviltà giuridica che si pone in modo del tutto incostituzionale in quanto va ad  abrogare tacitamente la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, di cui all’articolo 27 della legge fondamentale del nostro Stato.

Nella sentenza della Cassazione c’è anche un valore sociale? 

-Non v’è dubbio, perché nel momento in cui il giudice di legittimità restituisce il giusto senso ai fatti umani ristabilendo le regole del Diritto e della Procedura penale, dà pure sicurezza e fiducia al cittadino nei valori della Giustizia.

Nel contesto in cui finora abbiamo ragionato, come si pone  il difensore penale? 

-Si pone come l’unico soggetto cui si affidano i travagli e le sofferenze del cittadino innocente il quale, condividendo il pensiero di quel grande magistrato che fu Piero Paiardi, è consapevole che più che pensare al giudice che lo dovrà giudicare, fa del tutto per mettersi nelle mani di un avvocato rassicurante.

Dobbiamo ammetterlo. Michele Iorio intelligentemente lo ha fatto.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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