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Il caso dei lavori di miglioramento della rete d’illuminazione di Ripabottoni

La Regione Molise ha investito parecchi soldi destinati alle amministrazioni locali perché migliorassero le reti elettriche e riducessero i consumi energetici. Un programma sostanziale, indubbiamente, sul quale però, a dispetto del voler fare luce, più luce, non mancano punti oscuri. Casualmente, del tutto casualmente, abbiamo avuto tra le mani la deliberazione del comune di Ripabottoni con la quale il sindaco Orazio Civetta  ha approvato la contabilità finale del progetto di efficientamento energetico della pubblica illuminazione del paese per un importo di 200mila euro. Ripabottoni è uno dei tanti comuni molisani che si sono avvalsi del finanziamento regionale la cui caratteristica, tra l’altro, è stata quella di pretendere che i lavori finanziati con fondi europei della settennio 2007/2013, fossero eseguiti tempestivamente, e rendicontati entro il 31 dicembre 2015. Ripabottoni, stando alle disposizioni regionali, avendo appaltato i lavori e avendoli consegnati all’impresa aggiudicataria il 24 novembre 2015, avrebbe dovuto realizzarli in 25 giorni e rendicontarli alla Regione entro il 31 dicembre. Ma, come abbiamo accennato, nella premesse della deliberazione 32 del sette luglio 2016 si legge, perché è scritto e sottoscritto, che il verbale di consegna dei lavori è del 14 gennaio 2015. Primo strabuzzamento. A Ripabattoni sarebbero in grado  di riavvolgere i giorni e i mesi e, se necessario, forse anche gli anni. Stando così le cose i lavori sarebbero dovuti essere realizzati in 25 giorni a partire dal 14 gennaio e rendicontatati comunque alla Regione entro il 31 dicembre dell’anno. Il secondo strabuzzamento, alla lettura del dispositivo della delibera comunale al punto in cui viene detto che il sindaco “prende atto e approva lo stato finale dei lavori, la relazione sul conto finale e il certificato di regolare esecuzione relativi ai lavori di <Riqualificazione immobile in casa protetta per anziani>, redatti dalla direzione dei lavori Spm srl ed acquisiti al protocollo comunale in data 7 luglio 2016 al numero 3164, le cui copie, anche se non materialmente allegate  alla presente, ne costituiscono parte integrante e sostanziale”. Come possa accadere che nella delibera relativa  alla contabilità finale dei lavori di efficientamento energetico della rete pubblica d’illuminazione di Ripabottoni, nel dispositivo si faccia invece  riferimento allo stato finale dei lavori, alla relazione sul conto finale e al certificato di regolare esecuzione dei lavori di “Riqualificazione immobile in casa protetta per anziani”, è davvero un arcano. Il bello è che la direzione dei lavori, ovvero Spm srl, poi, nel corpo della delibera, la si ritrova riferita ai lavori della rete pubblica d’illuminazione, per  il quadro economico e lo stato finale dei lavori della rete elettrica.

Confusione di date e di progetti. Può accadere. Certamente. Gli errori sono nella natura umana, anche se redigendo un atto amministrativo si assumono precise responsabilità. Ma non è questo forse il lato più rimarchevole in questa faccenda tecnico/amministrativa in cui sono oggetto lavori di pubblico interesse e soldi pubblici astretti a precise condizioni. La condizione, ad esempio, che la rendicontazione del finanziamento regionale fosse tassativamente fatta entro il 31 dicembre 2015. Senza la quale, probabilmente, in assenza di una proroga richiesta ed approvata, la Regione sarebbe tenuta a non prenderla in considerazione. Al di là degli strabuzzamenti che abbiamo evidenziato,  la rendicontazione dei lavori della rete d’illuminazione di Ripabottoni è ufficialmente datata 7 luglio 2016, ovvero 6 mesi e 7 giorni oltre i termini previsti. Nonostante il responsabile dell’ufficio tecnico, ancorché responsabile del procedimento, l’ingegnere Miche Coralbo,  il 10 novembre 2015, nella determinazione con cui ha approvato la graduatoria  definitiva della gara d’appalto, ha autorizzato  la direzione dei lavori all’immediata consegna dei lavori “per l’avvio d’urgenza degli stessi, in considerazione dei tempi ristretti di esecuzione delle opere”.  Se poi la Regione, anche dinanzi a situazioni del genere, chiuda o meno gli occhi e paghi, è altra faccenda, altra questione, altra condizione di caos e d’indeterminatezza. Per la serie, particolarmente cara alla giunta regionale,  le leggi, le norme, le disposizioni ci sono, ma le interpretiamo noi, a modo nostro.

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

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