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“Caro Frattura, e i soldi per la non autosufficienza?”

Una lettera aperta al presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura, è stata inviata dall’assessore al Comune di Isernia, Pietro Paolo Di Perna, in merito ai fondi per la disabilità. Intanto i fondi all’art. 40 della legge 13/2014, sistema integrato sociale,  pari a poco più di 500.000 euro per anno, pur presenti in bilancio per il 2015 e 2016, non sono mai stati impegnati dalla Giunta Regionale.

Questa la lettera:
Caro Presidente, Ho avvertito il bisogno di scriverle a seguito degli incontri avuti in questi giorni con le famiglie dei disabili che hanno presentato domanda per accedere alle misure del Programma Attuativo per il Fondo Non Autosufficienza 2015.
Il Disciplinare emanato dalla Regione Molise con D.G.R. 163 del 26.04.2016 ha assegnato ai 24 Comuni afferenti all’Ambito Territoriale Sociale di Isernia un totale di risorse, da destinare ai Pazienti di cui alla Lettera A, ammontanti complessivamente solo ad € 282.639,45.
Appare evidente agli occhi di chiunque che un importo così esiguo non potrà mai far fronte a tutte le richieste presentate e che, per la gravità riscontrata, richiedono accoglimento pieno. Ed è per questo motivo che a nome delle famiglie La invito a destinare maggiori risorse per un settore cruciale che, oltre a garantire servizi e contributi a sostegno dei disabili e di chi se ne prende cura, offre opportunità occupazionali e potrebbe crearne di nuove per coloro fuoriusciti dal mondo del lavoro.
Il mio è un profondo rammarico per un’occasione persa da parte di questo esecutivo regionale dopo il solco tracciato dalla Legge n. 13 del 6 maggio 2014, che all’art. 40 stabilisce che l’entità dello stanziamento del Fondo sociale regionale è determinata dalla legge di bilancio annuale nella percentuale non inferiore allo 0,6 per cento delle entrate a libera destinazione, calcolate al netto delle spese obbligatorie.
Lo 0,6% sarebbe dovuto essere solo un punto di partenza, ma ad oggi non riesce nemmeno ad essere quello di arrivo. Oltrepassare questa soglia significherebbe andare incontro, seppur parzialmente, alle enormi difficoltà vissute quotidianamente dalle famiglie che assistono con tanto amore i propri congiunti e che ogni giorno si battono con tanta dignità ed in silenzio.
Credo che sia giunta l’ora di fare un salto di qualità e uno sforzo culturale, destinando maggiori risorse per il sociale e riducendo quelle che fino ad oggi copiosamente sono state destinate per grandi opere infrastrutturali.
In un momento storico in cui il Governo centrale, anche con l’approvazione del Ddl anti povertà, traccia un percorso netto e definito verso l’equità sociale e il contrasto al disagio e all’emarginazione, la nostra Regione appare sempre più intorpidita e quasi inconsapevole dell’estrema urgenza di attivarsi, con tutte le risorse disponibili, per arginare la crescente fragilità che sta devastando intere famiglie.
A questo si aggiunge lo stato di completo abbandono in cui ha versato l’Assessorato alle Politiche Sociali per più di 2 anni. Dal 12 gennaio 2016, infatti, data delle dimissioni dell’Assessore Petraroia, si è proceduto solo il mese scorso ad individuare un “referente politico” per un settore tanto importante quanto delicato nella vita politica di qualsiasi Paese che si possa definire civile e democratico.
Confidando nella Sua sensibilità e certo di un Suo interessamento, Le invio i miei più cordiali saluti.

Di Giuseppe Saluppo

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