Home / Politica / Caro direttore, è sparito anche il sogno

Caro direttore, è sparito anche il sogno

Egregio Direttore,

le scuole stanno per aprire di nuovo sul vecchio sistema complicato da scuole forse insicure, chiuse da cosi’ e’ se vi pare,da programmi vecchi e da orari che ricalcano il vecchio modello.

L’estate e’ trascorsa nel completo silenzio progettuale delle istituzioni che avrebbero dovuto lavorare per il futuro.Niente alcun progetto positivo se non la legge del precedente: gli asili pubblici aprono le porte dopo quelli privati, la mensa posticipata. i mezzi educativi sempre meno.Eppure siamo il Molise. Terra di uomini illuminati e giusti, di scrittori sommi e giornalisti eccelsi, una terra ospitale fino ad un certo punto, bellezze ancora intatte se non quelle aggredite dal cemento inconsapevole dei danni che provoca.

Siti archeologici abbandonati, musei e castelli non propagandati, strade poco asfaltate e sconnesse. Il sistema produttivo in tilt ed i giovani che sono in perenne transumanza culturale. Non siamo piu’ i discendenti dei tosti sanniti; il DNA e’ andato disperso tra l’Europa e le Americhe, qui restano le briciole di un passato poco conosciuto dai piu’ ma glorioso.

Sarebbe belle che chi e’ addetto -lautamente remunerato – organizzasse un turismo che punti sulla nostra arte e cultura, sui restauri e sui reperti cosi’ che dia lavoro ad archeologi, architetti, artisti e guide storico e turistiche:Il Molise esisterebbe davvero.Invece non un cenno sui quotidiani nazionali di Isernia, Sepino, Pietrabbondante se non in limitato spazio regionale, o forse neanche quello, tranne che nel periodo delle sagre di cavatelli e pasta e fagioli.Poca cosa per una regione bella che dovrebbe essere progettualmente lanciata nel futuro.

Uno scrittore molisano disse:Ho fatto u sogno”…e sono passati parecchi lustri ed e’ sparito anche il sogno.

Un saluto al Molise. AA

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

La fregatura politica confezionata al Centrodestra. Non ci voleva poi tanto a capire che Donato Toma è una protesi di Frattura

Non ci voleva poi tanto a capire che Donato Toma il cui curriculum politico impone …

2 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Condivido l’illustrazione. Siamo però anche noi cittadini a non fare nulla per questa regione, perché non ci sentiamo parte di essa, ci troviamo semplicemente a viverci, quasi se fossimo di passaggio. Lottare per un ideale? Per un obiettivo comune? Macché! Si scende solo in piazza per chiedere al sindaco scuole più sicure, non perché si ha a cuore la sicurezza in quanto tale, ma solo perché in quelle scuole studiano i propri figli. Se la piazza non viene popolata per questi motivi, lo e’ per la festa della birra. Delusione senza fine. Bisogna prima che ci ritorniamo mentalmente, poi possiamo essere gli artefici del nostro riscatto.

  2. L’autore dell’articolo mi trova d’accordo su quanto illustrato, però vorrei fargli una domanda, che spero possa leggere: perché non si firma con nome e cognome? Ha scritto qualcosa di offensivo verso qualcuno? No. E allora perché non metterci la faccia in quello che, opportunamente, si dice?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*