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Caro direttore, per l’Orchestra del Molise altro passo indietro

Gentilissimo direttore,

L’altro giorno ascoltavo un pezzo di Johann Strauss che si intitola “Sogni di gioventù” e, con molta tristezza, mi sono tornati alla mente tutti quei concerti della ormai sciolta Orchestra Sinfonica del Molise in cui si eseguivano brani del noto compositore austriaco.

La malinconia è giunta al suo apice quando ho ripensato ai concerti di Capodanno, che ti davano una sferzata di ottimismo all’inizio dell’anno, perché eseguiti da un gruppo di giovani bravi e volenterosi, e perché mettevano in evidenza il meglio del Molise.

Con il passare degli anni, anziché progredire su certi versanti, la nostra regione ha fatto dei preoccupanti passi indietro. Il ritornello è sempre lo stesso: non ci sono soldi. Bene, ma allora perché si trovano per tutta quella pletora di dipendenti regionali o di partecipate facenti capo alla regione, che hanno avuto i riflettori puntati da parte delle emittenti nazionali?

Mi indigno ancora di più se penso che, recatomi di recente in uno di questi uffici facenti capo alla regione, ho trovato semplicemente poca disponibilità, spocchia, discutibile livello di competenza. Per non parlare dei tempi d’attesa, che gridano allo scandalo.

Ecco, questo proprio non lo capisco, né mai lo capirò: spiegatemi che esigenza c’è nel difendere certe posizioni e con quale criterio, invece, se ne affossano delle altre.

Un giorno lessi un interessantissimo pezzo scritto da una lettrice, che lamentava la mancanza di offerta culturale nel capoluogo (che poi si riflette sul resto della regione): voglio dire a tutti, tanto a coloro che sono chiamati a governarci quanto ai privati cittadini, che devono rendersi più partecipi nella vita civile, e non scendere in piazza solo quando c’è qualcosa che non va nella scuola del proprio figlio: la cultura non ha mai ammazzato nessuno, ha piuttosto aiutato ad evolversi, a coltivare il bello e, quindi, a non regredire.

La sordità a certi temi non farà altro che rendere ancora più pericolante la balaustra sulla quale ci siamo pericolosamente incamminati.

Cordiali saluti

 

Alberto Mastrocola

Di Giuseppe Saluppo

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7 commenti

  1. Mariachiara Amodio

    E qui dovrebbe esserci una sfilza di reazioni favorevoli a quanto scritto dal lettore. Stando, però, al grado di reattività del molisano medio, la sfilza si ridurrà a qualcosa di striminzito. Tutti, quindi, hanno delle colpe.

  2. Finché c’è stato il direttore Franz Albanese le cose sono andate bene, poi, come spesso accade quando si danno in mano ai campobassani, cominciano a precipitare. Probabilmente Albanese aveva già percepito difficoltà nel mantenimento di questa grande struttura ed è andato via in tempo, ma c’è da dire che non c’è stata in nessuno, tanto nella parte politica quanto negli addetti ai lavori, la volontà di trovare i canali giusti per mandare avanti una delle poche perle culturali che avevamo.

  3. Demetrio Colacci

    “Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza” (Marco Aurelio, imperatore romano, 121 d.C.): quanto vale Campobasso?

  4. Magdalena Palladino

    Il direttore d’orchestra Claudio Abbado diceva che la cultura permette di distinguere tra bene e male, di giudicare chi ci governa. Ecco, dato che la musica, in particolare quella classica, è una forma indiscutibile di cultura, da quanto accaduto all’Orchestra Regionale del Molise si può giudicare chi ci sta governando.

  5. Alberto Mastrocola

    L’ennesima offesa alla cultura, al Molise come terra che potrebbe esaltarla. Non so che cosa passi per la testa ai nostri governanti…

  6. Una città senza cultura è come una foresta senza alberi. Dato che a Campobasso parlare di alberi e’ un eufemismo, il paragone calza a pennello.

  7. In Molise si parte in quarta e si arriva in prima. Come per giovani e meno giovani che sono stati costretti a fare il trolley ed emigrare in cerca di lavoro, così per molti allievi del conservatorio Perosi il destino è varcare i confini regionali per mettere a frutto in modo adeguato le proprie inclinazioni e non ricevere mortificazioni da chi pensa di animare il capoluogo con una festa della birra!

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