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Caro direttore, a Campobasso chiude, pure, Campagna Amica

Egregio direttore,
Che fine hanno fatto i banchetti della Coldiretti che si insediavano tutti i giovedì in Piazza del Municipio? Ho anche interpellato la sede nazionale via email, ma sinora nessuno mi ha risposto.
Se c’era un motivo di vivacità per il luogo, oltre che di giusta valorizzazione dei prodotti tipici locali, questi erano i banchetti della Coldiretti!
Stupisce -ma soprattutto indigna- che un episodio del genere passi inosservato (come tanti altri in città). A questo punto alcuni interrogativi si fanno pressanti: vuole questa amministrazione restituire dignità alle tipicità del territorio, essere vicina agli agricoltori come accade in tante altre città con numerose iniziative nelle piazze pubbliche? O l’unico obiettivo è dare le licenze ad occhi chiusi per bar, pub e pizzerie, in un processo di spegnimento del cervello al quale si vuol destinare il campobassano, nella speranza che non arrivi mai ad alzare la voce contro tutto ciò che non va nel capoluogo?
Non si è mai visto un tale assopimento su certi temi, un così scarso innamoramento della città, una così poca attenzione alle istanze del territorio. Sembra di trovarsi dinanzi ad uno studente che balbetta durante l’interrogazione.
A Campobasso si ha la capacità di far spegnere qualunque iniziativa, di interrompere la continuità di eventi salutari per la città, di non creare quell’humus culturale, etico, fatto di tradizioni e di amore per il territorio che porta quest’ultimo a crescere e migliorarsi.
In caduta libera, votata al brutto, sposata con la sciatteria, questa città risulta essere un grande insieme vuoto, per riprendere l’espressione di un mio professore di matematica.
Un giorno mio nipote, nato e vissuto in provincia di Pesaro, mi disse: “Zio, ma come siete messi qui?”
Non occorre aggiungere altro.
Distinti saluti
Massimo D’Alessandro

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Sposo tutta la linea, signor D’Alessandro! Ha tracciato un quadro veritiero di quello che sta accadendo in città negli ultimi anni, e la scomparsa di Campagna Amica non è che l’ennesimo episodio. Avreste dovuto vedere la soddisfazione delle persone anziane nel comprare i prodotti genuini del posto, nel parlare in dialetto con gli agricoltori, nel farsi consigliare o, addirittura, nel dispensare consigli! Campagna Amica era anche un modo per riprendere il discorso dei negozi di quartiere, che sconfessano l’anonimato e la scarsa qualità dei supermercati o centri commerciali, di cui un centro piccolo come Campobasso pullula, in modo inspiegabile e sicuramente inappropriato.
    Presidente della Coldiretti Molise e sindaco Battista, datevi una svegliata!

  2. Pierangela Nenci

    I primi a non amare il proprio territorio e quindi a non conoscerlo sono i campobassani: ed ecco fallire Campagna Amica, quando continua ad essere un successo in tutte le piazze italiane. Davvero deprimente…

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