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Il capitale umano del Molise

di Giuseppe Saluppo

La definizione di follia, secondo un noto adagio, è ripetere la stessa azione ancora e ancora, e aspettarsi risultati diversi. In queste ultime ore, in Molise, sono giunti vertici importanti del Governo. Certo, per parlare di Area di crisi anche se, ancora, proprio il Governo non ha stanziato alcun fondo. Si è tornati a parlare di infrastrutture, mentre è stata cancellata l’Autostrada e la linea ferroviaria funziona singhiozzi e nessuno pensa all’elettrificazione. Negli ultimi 40 anni gli investimenti in opere pubbliche sono dimezzati. E in Molise valgono, forse, poco più di un quinto rispetto agli anni settanta. Oggi, abbiamo il 20,5% di disoccupazione totale e il 56% di disoccupazione giovanile. Cifre che ci affiancano alla Grecia. E’ pur vero, però, che una fase di  sviluppo economico è avvenuto grazie agli aiuti dall’esterno, senza sviluppare regole, istituzioni, capitale umano. Gli aiuti esterni vanno bene, però c’è la necessità di ripensare l’ossatura istituzionale di questa regione e di valorizzare appieno il suo capitale umano. E di nuovo, il capitale umano non si crea usando gli stessi ingredienti: non c’è regione del sud che non regali borse di studio, progetti all’estero, incubatori, e ancora i nostri giovani prendono la valigia e vanno via, ogni anno più numerosi. Il capitale umano non si crea con più soldi, si crea con gli incentivi giusti. Per questo, bisognava mettere in campo idee, progettualità, strategie: in una parola sola un nuovo Piano di sviluppo a partire dalla risorsa Università e dai giovani formatasi in Molise per il nuovo tempo del capitale umano. Area di crisi, va bene ma che si punti a valorizzare il nostro lavoro, le nostre peculiarità, la nostra gente. Il Patto per il Molise, invece, sembra essere la riedizione del Patto del Matese di qualche stagione politica fa con i fallimenti che, questo, si è portato dietro. Ci vuole solo il coraggio di guardare a soluzioni diverse da quelle che hanno fallito finora. Solo un folle può ripetere la stessa azione ancora e ancora, e aspettarsi risultati migliori

Di Giuseppe Saluppo

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