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Campomarino, vigneti distrutti da vandali

Atti vandalici sono stati messi a segno, nella notte tra il 12 e 13 settembre, nelle campagne di Campomarino, più precisamente nella zona di Nuova Cliternia, dove ignoti hanno causato gravi danni distruggendo diversi ettari di vigneti. Un gesto vandalico inspiegabile portato a segno sui terreni di diverse aziende agricole.  Sulla questione prende posizione l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Ambientali, Vittorino Facciolla, che assicura “vicinanza concreta alle aziende agricole danneggiate e massima disponibilità a mettere in campo ogni iniziativa utile a dare loro sostegno”.  “Bisogna in ogni caso denunciare gli autori del vandalico gesto, seppur ignoti- conclude Facciolla- non arretrando in alcun modo a tutela della proprietà privata e a salvaguardia di un contesto sociale indenne da queste iniziative criminose”.

Di Giuseppe Saluppo

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7 commenti

  1. E’ pressoché fuori di dubbio che si è trattato di un atto intimidatorio, nello stile della criminalità organizzata. Questo fenomeno va debellato sul nascere, e i cittadini devono parlare, altrimenti ci ritroveremo membri della sacra corona unita e della camorra in casa: come se non avessimo abbastanza problemi… Campomarino sta diventando un ricettacolo di foggiani, anche a seguito di case date in affitto o vendute per la stagione estiva, ed anche per concessioni edilizie date a società pugliesi, date senza controlli. Ormai c’è un codice sugli appalti: lo si applichi!!

  2. Le parole d’ordine sono: REAGIRE e DENUNCIARE.

  3. Maria Teresa Marcantonio

    “Chi tace e piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta, muore una volta sola” (giudice Giovanni Falcone).

  4. Silvana Leccese Bardi

    ‘E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal CORAGGIO. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti’.
    Non credo che ci sia spiegazione migliore di quella data dal compianto giudice Paolo Borsellino. Andare a testa alta, non piegarla dinanzi a chi vuole rovinare la nostra regione, arricchirvisi in modo becero, renderla una latrina attraverso la corruzione. Si dica BASTA prima che il processo proliferi in modo esponenziale. Ci si affidi alle forze dell’ordine, e si comprenda che la vera libertà è quella di chi si oppone ai soprusi, non certo quella di chi li subisce, pensando di essersi scrollato di dosso problemi più grossi come gli atti intimidatori. Una volta entrati nelle maglie dei ricatti della criminalità organizzata, non vi si esce più, l’escalation sarà sempre più grande: oggi vogliono dieci, domani venti, e così via. E questa voi la chiamate libertà??

  5. Mariachiara Amodio

    Sono atti che non devono essere in alcun modo sottovalutati: Campomarino e Venafro sono zone di confine e, come tali, più esposte alle angherie della sacra corona unita e della camorra, rispettivamente.
    Se si agisce uniti dicendo no agli atti intimidatori, lavorando congiuntamente con le forze dell’ordine, facendo squadra, le probabilità di vittoria nei confronti di questa piaga sono decisamente più alte.
    Si prenda spunto dai tanti che in Sicilia, in Campania, in Puglia hanno detto NO alle intimidazioni. L’universo di chi cammina a testa alta è ormai grande, anche grazie all’esempio dato da gente come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rocco Chinnici, Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rosario Livatino e a quello che continuano a dare gente come il procuratore capo di Catanzaro, Gratteri, e tutte le divisioni della DIA (DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA). Ci si faccia coraggio e si dica NO.

  6. “Nella ‘Ndrangheta, come in Cosa Nostra, si entra e si esce col sangue. Non ci sono altre vie d’uscita” (giudice Nicola Gratteri, capo della Procura di Catanzaro). Questo è valido anche per chi dice sì al pizzo e a qualunque altra forma di sopruso da parte di qualsivoglia criminalità organizzata, quindi: occhio vigile!

  7. Silvana Leccese Bardi

    Quanto accaduto è gravissimo e non ha precedenti in Molise: da qui bisogna partire non solo per comprendere il fenomeno, ma anche per debellarlo sul nascere.
    NON C’E’ ALTRA VIA CHE OPPORSI AI SOPRUSI, DENUNCIARE E LAVORARE CONGIUNTAMENTE CON LE FORZE DELL’ORDINE.
    Come ha scritto opportunamente un lettore, la paura ce l’hanno tutti, l’importante è che ad essa si accompagni il coraggio.
    UNITI SI VINCE QUALUNQUE BATTAGLIA!

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