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Campobasso si trascina

di Giuseppe Saluppo

Impietosi i dati di Legambiente sulla città di Campobasso, nell’ultimo Rapporto sull’ecosistema urbano. Appena 17 metri quadri per abitante di verde, dopo i sistematici abbattimenti di alberi e la mancata piantumazione di nuovi alberi e la creazione di nuovi spazi. Drammatica la dispersione di acqua che supera il 68%. Zero piste ciclabili e raccolta differenziata che supera stancamente il 10%. Campobasso in cerca di ruolo e d’identità: un rincorrere il tempo da diversi decenni, sperando che  il continuo, progressivo, abbassamento del livello della qualità della vita si arresti per poi risalire sotto la spinta della voglia di rinascita; del miglioramento delle strutture e dei servizi pubblici; della razionalizzazione del traffico e della mobilità; della armonizzazione del commercio attraverso una sintesi tra la grande e la piccola distribuzione; della rianimazione culturale attraverso l’interazione con l’università, con la Fondazione “Molise Cultura” e con il Conservatorio “Perosi”; di una programmazione territoriale rispettosa delle vocazioni dei luoghi e delle architetture; della valorizzazione del verde pubblico attrezzato; del coinvolgimento strutturale degli artisti e degli intellettuali locali nella ricerca e nella proposizione del  bello; della esaltazione delle pubbliche funzioni sottratte ai potentati (economici e politici). Purtroppo è un rincorrere invano. Bollato, anche, da Legambiente.  La città è depressa, non ha animo, né forza e né voglia, si trascina: distratta e rassegnata.

Di Giuseppe Saluppo

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