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Campobasso, si allunga la notte

di Giuseppe Saluppo

Che tristezza assistere alla notte che si allunga su Campobasso. Mentre in tante parti del mondo si evita la costipazione degli spazi per il loro utilizzo, da noi una pompa di benzina in via Insorti d’Ungheria vicino a plessi scolastici, un palazzo al posto dei pini a via Duca d’Aosta, un fabbricato a fare da intercapedine al terminal e, al momento, salvo un  terreno agricolo, grazie al Tar, dove sarebbe dovuto sorgere l’ennesimo supermercato.   Una città senza Piano urbanistico, senza modernità, senza quel ruolo governante a tutti livelli ma con una speculazione stolta e aggressiva e un totale indistinto abitativo. Miopia politica perchè non servono più palazzi ma servizi, opportunità, luoghi formativi e di scambi, relazioni di alto profilo e competenze. Invece, si leggono: criticità,  decremento demografico, svuotamento culturale e una paurosa crisi economica e sociale. Perché si è demolito l’esistente, sradicata una società, dissolto il mondo di provenienza e nulla è stato seminato. Una città carica di tramonti dove la notte si allunga.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Caro direttore, non posso che essere d’accordo con lei. Ha delineato un quadro che rispecchia fedelmente la realtà. Questa città ha perso la stoffa del capoluogo, sprofondando nel nulla in termini di programmazione urbanistica, culturale, sociale, economica. Non la si riconosce più ormai, e continua ad essere violentata da scelte totalmente inopportune da parte di un esecutivo che agisce a tentoni, con la scarsa competenza di chi ha solo pensato ad accaparrarsi uno scranno e la ben più scarsa umiltà di chi non si degna neanche di salutare i cittadini per strada, ma è solo preoccupato di quanti strali possano inviargli gli abitanti e quante denunce possano essere fatte attraverso i mass-media. Un disastro.

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