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Campobasso, perso anche il Tram chiamato Desiderio

di Giuseppe Saluppo

E, siamo punto e a capo sul trasporto urbano a Campobasso. Possibile, però, che un capoluogo di regione non debba avere un Piano di mobilità sostenibile? Immaginabile, che siano assenti atti di indirizzo per lo sviluppo del sistema dei trasporti? Che manchi, del tutto, un confronto sugli obiettivi da porre in essere per garantire ai cittadini un servizio di rispetto? E, invece, il Comune taglia il 30% delle risorse per il servizio, le corse saranno minori e gli autisti finiranno a contratti part-time. In attesa di una gara d’appalto che viaggia in un tunnel buio perché il Comune non ha una programmazione, una strategia, un Piano.  Questo vuoto, è l’ulteriore segno del disastro non solo economico ma, anche, amministrativo. Un’inefficienza che ha causato scempi alla storia della città e alla sua bellezza, degrado culturale e un totale abbrutimento di quella natura ambientale, sociale ed economica che avvolgeva Campobasso. Perso quel Tram chiamato Desiderio.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Giuseppe D'Agostino

    Qui a Campobasso più che il tram si è persa la testa, e si continua ad avere la presuntuosa convinzione di essere nel giusto. Non si può affossare una città in questo modo, bisogna tutti rimboccarsi le maniche e recuperare la nostra vera essenza, che è data dell’artigianato, dell’agricoltura e dalle tradizioni culinarie e folkloristiche. Si è affievolita la naturalezza e la genuinità di un tempo, e questo ci ha solo fatto del male. Non abbiamo nulla a che vedere con le grandi città, quindi dismettiamo questa maschera e ritorniamo in noi stessi se vogliamo cambiare questa città!

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