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Campobasso, perchè manca una strada intitolata a un caduto per mano della mafia?

Egregio direttore,
Perché a Campobasso non c’è una
scuola, un edificio pubblico, una strada intitolate a chi si
è immolato per la lotta alla mafia?
Si sta tanto discutendo di
trasferimento di alunni da un edificio scolastico all’altro
per via dell’insicurezza di alcuni stabili: perché, nel
consolidarli o ricostruirli, non si rinominano dando il
giusto spazio a quei giudici, a quei poliziotti, a quei
prefetti che sono stati barbaramente uccisi da Cosa Nostra,
ma anche da quei sacerdoti che in Campania e in Sicilia
hanno fatto di tutto per strappare la loro terra ai soprusi
della criminalità organizzata?
In tante città italiane la
toponomastica è stata ripensata in questi termini. Non
capisco perché non possa farlo un capoluogo di regione che,
per certi atteggiamenti, sembra avulso dal mondo.
Cordialmente

Demetrio Colacci

Di Giuseppe Saluppo

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6 commenti

  1. Gianpaolo Libertucci

    Sono più che d’accordo. Campobasso la pianti di essere smemorata e si comporti come le altre città italiane, che hanno riservato il giusto spazio a questi giganti di giustizia e di coraggio. Faccio un esempio: poco dopo le stragi del ’92, si stava pensando a come rinominare l’ex Istituto Tecnico Femminile, poi divenuto istituto Its: vari professori proposero il nome del giudice Giovanni Falcone, poi si opto’ per Sandro Pertini: con il dovuto rispetto per l’ex Presidente della Repubblica, ma è suonata alquanto stonata come scelta, soprattutto all’indomani degli orribili attentati.

  2. Alberto Mastrocola

    Riflessioni molto opportune. Se andate a Modena, troverete un intero quartiere le cui strade recano questi nomi: via Chinnici, via Borsellino, via Falcone, via Piersanti Mattarella, via Carlo Alberto dalla Chiesa.
    Da riflettere. Seriamente.

  3. C’è nel capoluogo una strada addirittura intitolata al fondatore degli scout, Baden Powell. Andiamo alla ricerca dello straniero e non guardiamo in casa nostra: questa è una pecca molto grave. Mi auguro che questa amministrazione dimentichi la sua proverbiale atarassia nei confronti delle istanze cittadine e vi ponga rimedio. Meglio tardi che mai.

  4. Gennaro Di Giuseppe

    Forse qualcuno ha visto la serie televisiva “Sotto copertura: la cattura di Michele Zagaria”, dedicata al capo del clan dei casalesi catturato dalla Squadra Mobile di Napoli. Lì si menziona spesso don Giuseppe Diana, barbaramente ucciso in chiesa perché stava creando una coscienza civica presso gli abitanti di Casal di Principe (CE). Ecco: di coscienza civica ha bisogno Campobasso, ed uno dei modi per crearla è intitolare strade ed edifici a questi eroi, che poi non amavano essere definiti tali perché stavano semplicemente comportandosi da uomini e non da pecore. Erano piuttosto dei “morti che camminano”, come disse il giudice Paolo Borsellino. Omettere cose del genere quando il resto d’Italia le ha messe in primo piano, denota la pochezza morale e culturale del capoluogo.

  5. Attilio Crescimbeni

    Ci sono nomi di strade che non hanno senso: via Colle delle Api, via Colle dell’Orso, via Conte Verde, via Conte Rosso: si parta da quelle vie per imprimere con marchio indelebile i nomi di Boris Giuliano, di Giovanni Falcone, di don Pino Puglisi, e via discorrendo. Campobasso viaggi su un altro binario se vuole stare al mondo.

  6. Donatella Autieri

    Una città così disattenta, addormentata, apatica non si è mai vista!

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