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Campobasso, perchè bloccata la Tenda dell’Eucarestia?

Caro direttore,

 

Desideriamo esprimere tutto il nostro disappunto nei confronti della scelta di dislocare l’adorazione eucaristica nella chiesa della Libera anziché nella tenda a cui eravamo abituati dal 2009.  C’è chi ha tirato in ballo la questione dell’antiterrorismo, allora vogliamo dire: non ci sono ancora più assembramento e meno vie d’uscita in una chiesa? Se poi vogliamo soffermarci sul significato della tenda, esso viene meno nel momento in cui si decide di non piantarla: almeno per quattro giorni la struttura sarebbe stata lì a ricordarci la nostra assoluta precarietà, e l’inutilità di arrabattarci in azioni prive di senso per la nostra crescita umana e spirituale. Sarebbe stata, inoltre, il vero simbolo del Corpus Domini, un faro di speranza per tanti che vi si sarebbero recati per trovare sollievo e ricaricare le “batterie spirituali”. Ed eccoci, invece, a parlare di terrorismo islamico, di fanatismo religioso, di camion lanciati all’impazzata in mezzo alla folla, di teste tagliate, di cristiani perseguitati.  L’incolumità delle persone deve essere preservata, ma allora sarebbe stato meglio evitare -sì, proprio evitare- il concerto in piazza, dato che avrebbe richiamato più gente in una volta sola. E invece si pensa di risolvere il problema con qualche blocco di cemento ed agenti, più o meno in divisa, fatti venire da fuori. Troviamo questa scelta molto ipocrita e molto poco coerente con il concetto di sicurezza.

Si è detto che per rispondere efficacemente alla strategia del terrore instillata dall’Isis bisogna continuare a fare le cose di sempre: bene, anziché andarsi a mangiare una pizza o a bersi una birra, che non sono gesti per nulla densi di significato, sarebbe stato molto meglio andare a pregare sotto la tenda, in modo tale che tutti, compresi i malintenzionati, lo sapessero.

 

Ci auguriamo che sia il primo e l’ultimo anno di una scelta così poco felice.

Grazie per l’attenzione

Ettore Camposarcuno

Vittorio Vinciguerra

Nicoletta Pasqualone

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5 commenti

  1. Attilio Crescimbeni

    Sono completamente d’accordo! Monsignor Bregantini, con l’iniziativa della tenda, ha avuto una geniale idea, ha restituito dignità spirituale a questa festività, ha ridato un afflato mistico ad un contorno che, per quanto ricco e gioioso, sa molto di pagano. Non credo che la chiesa della Libera possa costituire una maggiore fonte di sicurezza rispetto ad una tenda che, al contrario, avrebbe più vie d’uscita. Sono molto deluso e perplesso dalla scelta.

  2. Magdalena Palladino

    Tutto vero. Sono stati usati due concetti che descrivono benissimo la situazione: ipocrisia e mancanza di coerenza. Si è sollevato un polverone sulla tenda e non lo si è fatto per il concerto di Alex Britti, pensando semplicemente di spostarne l’ubicazione e mettendo qualche blocco di cemento? Mi viene da ridere. Anch’io sono estremamente delusa nei confronti della capacità di pianificazione dei nostri amministratori e di chi sovrintende alla sicurezza.

  3. Gennaro Di Giuseppe

    E’ stata una scelta veramente infelice. Alex Britti si, la tenda no: alla faccia del concetto di sicurezza!!!

  4. Dopo la delusione di Alex Britti, artista spocchioso e rozzo, mi viene da pensare: non era meglio insediare la tenda come tutti gli anni? Il concerto va fatto, costi quel che costi, mentre l’adorazione eucaristica va spostata. Mi ha rallegrato il fatto che la chiesa della Libera sia stata letteralmente presa d’assalto dai giovani durante i turni di adorazione (finalmente!) e, dato che appartengo alla categoria, non può che farmi ben sperare. Ritengo, tuttavia, che il posto sia angusto, insufficiente ad ospitare tutti coloro che, agevolmente, potevano trovare spazio all’interno di una tenso-struttura. Si rifletta seriamente per l’anno prossimo, tanto il problema terrorismo lo avremo ancora per un po’ di tempo….

  5. A Modena tra un po’ ci sarà il concerto di Vasco Rossi e si prevedono 200.000 persone. Modena conta 180.000 abitanti, fate voi i conti. Il bello è che il concerto è stato fissato in un parco ad un quarto d’ora dal centro, con tutto quello che ne comporta. Le 200.000 persone non sono un grave rischio a livello terroristico? Invece i fedeli che si recano in una piccola tenda a pregare sì. Sono davvero molto perplessa sull’interpretazione del concetto di sicurezza da un contesto all’altro…

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