Home / Campobasso / Campobasso, offerta culturale: zero

Campobasso, offerta culturale: zero

Egregio direttore,

che cosa le sembra dell’offerta culturale del capoluogo regionale? A me pare molto scarna e spesso non fondata sulla conoscenza di ciò che si intende offrire. Sono rimasta piuttosto perplessa dal cartellone estivo, non solo perché presentato a stagione inoltrata, ma anche per la qualità delle iniziative. Manca, ad esempio, la sinergia con il nostro validissimo conservatorio ‘Perosi’, come anche con scuole di danza che hanno avuto più di un riconoscimento fuori regione, come anche con attori nostrani che interpretino il teatro pirandelliano piuttosto che goldoniano, tanto per fare degli esempi. Le sembra normale che con le eccellenze artistiche che abbiamo in loco dobbiamo ridurci ad una misera rassegna cinematografica piuttosto che ad una festa della birra, totalmente fuori contesto? A me non sembra normale, così con non mi sembra normale il fatto che ci si lamenti della fuoriuscita di menti nostrane, quando queste ultime vengono snobbate proprio dai loro corregionali. Ricordo che negli anni ’90 le estati campobassane (denominate “Restate in città”) erano ricche degli eventi da me citati, come anche della presenza di bande musicali e di gruppi folkloristici provenienti dall’estero. C’erano più soldi a disposizione? Sarà, ma allora perché si è battuto ferro e fuoco per far venire Renzo Arbore al passato concerto del Corpus Domini? Sembra che si voglia racimolare gli esigui fondi a disposizione per immergere la gente in un clima di euforica dimenticanza e nulla più. Molto deludente. Grazie per l’attenzione. Distinti saluti, Maria Diletta Benincasa —“Le radici della cultura sono amare, ma i loro frutti sono dolci” (Aristotele).

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

I Carabinieri celebrano la Virgo Fidelis

Nella splendida cornice del Santuario della Madonna del Canneto nel comune di Roccavivara , alla …

21 commenti

  1. Non c’è una visione sensata delle cose nel capoluogo, e questo porta ad una programmazione raffazzonata. La sfera intellettuale del cittadino viene sovente mortificata da iniziative estemporanee, mal pensate e di poco conto. La festa della birra ed i vari concerti del Corpus Domini ne sono l’esempio più lampante. E adesso sorbiamoci anche ‘Vivi la tua città’. Da dilettanti allo sbaraglio.

  2. Arianna Di Biase

    Il fatto che, soprattutto in estate, non si possa godere un concerto in piazza Pepe tenuto dagli allievi e/o dagli insegnanti del conservatorio Perosi la dice lunga sul livello di dialogo fra le perle culturali del capoluogo e le istituzioni. E’ vero che in più di un’occasione viene usata l’ex Gil come sala da concerto, ma è altrettanto vero che con la bella stagione certe iniziative devono tenersi all’aperto: in questo modo si fanno conoscere e si educa la gente al bello, facendole capire che c’è ben altro che un pub piuttosto che una pizzeria!!

  3. Dominic Cotti Cottini

    Innanzi tutto mi aspetterei un numero maggiore di visualizzazioni, e questo la dice lunga sul grado d’interesse che il campobassano medio ha verso un tema del genere. In secondo luogo, ci si scontra con un’amministrazione miope che, come è stato opportunamente scritto, pensa di far affogare la cittadinanza nell’oblio di un boccale di birra piuttosto che in futilità come i negozi e gli esercizi pubblici aperti fino a tarda notte. Un’offesa all’intelligenza umana.

  4. Con la cultura ci si appropria del senso del Bello, un Bello che sta progressivamente venendo meno in un capoluogo in balia di se stesso. Occorre un disegno per spiegare questo concetto ai nostri amministratori. Che tristezza!

  5. “Quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti” (Karl Kraus).

  6. “Caput imperare, non pedes”= a comandare è la testa, non i piedi (antico detto latino). Credo, invece, che nel capoluogo sia esattamente il contrario.

  7. La cultura non ha mai fatto del male a nessuno, eppure nel capoluogo si sta facendo di tutto per svilirla. E’ davvero triste vedere una Piazza Pepe mortificata nelle sue potenzialità culturali, una Piazzetta Palombo dimenticata dai più, un Fondaco della Farina banalizzato dal solito locale di ristoro. Sembra che non abbiamo idee, mentre nelle altre città non si fa fatica ad averle…

  8. Ma insomma: abbiamo un fiore all’occhiello come il conservatorio Perosi e non lo pubblicizziamo a dovere?? Lo si renda visibile -soprattutto in estate- con concerti in piazza. Si organizzi una Fiera del Libro nella ormai irriconoscibile Piazza Prefettura, si coinvolgano i vari licei e scuole musicali in una rassegna-competizione che li metta alla prova, si crei una biblio-mediateca sempre in Piazza Prefettura, si chiamino bande musicali da fuori, si creino sinergie fra le scuole per programmi di cultura teatrale e musicale. Un po’ di inventiva, signori!!

  9. Fino a prova contraria, l’antipiretico ti fa abbassare la febbre. A Campobasso l’antipiretico sarebbe la cultura, ma pare che non ci siano farmacie che la vendano. Dove trovarla, allora? Nelle fantasie di un cittadino che vorrebbe la sua città diversa? No, semplicemente nell’AMORE PER IL LUOGO IN CUI SI E’ NATI, e questo amore, stando a quello che sta accadendo nel capoluogo e volendo soffermarsi a guardarlo, è pericolosamente venuto a mancare negli anni.

  10. Alberto Mastrocola

    Il direttore d’orchestra Claudio Abbado diceva che la cultura è un bene primario come l’acqua, e che biblioteche, sale da concerto, cinema sono come tanti acquedotti. A Campobasso, evidentemente, abbiamo un sistema idrico che fa acqua da tutte le parti…

  11. Lo spessore culturale sembra non appartenere a tanti nel capoluogo, se è vero che in tanti -troppi- prediligono una festa della birra a una buona rappresentazione teatrale piuttosto che all’esecuzione di famose sinfonie da parte degli allievi del Perosi, che collezionano successi fuori confine e spesso sono costretti ad emigrare per crearsi un futuro e non mortificare le proprie inclinazioni in un luogo che le snobba.

  12. Silvana Leccese Bardi

    “SPESSO SBAGLIA NON SOLO CHI FA, MA ANCHE CHI NON FA QUALCHE COSA” (Marco Aurelio, imperatore romano).
    A Campobasso continuiamo a sbagliare perché NON diamo spazio al nostro conservatorio facendolo diventare un fiore all’occhiello, NON organizziamo concorsi letterari, NON ospitiamo importanti rappresentazioni teatrali, NON creiamo sinergie con scuole di musica e danza fuori confine che possano farci uscire dalla palude.

  13. Elisabetta Sciscenti

    “La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso tra tutti, aumenta anziché diminuire” (Jans Gadamer). Mi aspettavo l’istituzione di una sala lettura-biblioteca in Piazza Prefettura, e invece il solito negozio di abbigliamento ed il solito bar: se questa è programmazione culturale, io sono la regina d’Inghilterra!

  14. Ascoltare un bel concerto di musica classica in piazza, avere una biblioteca come scrive la signora Sciscenti, coinvolgere le scuole in piccoli concorsi letterari, organizzare bancarelle del libro usato nei luoghi che oggi stanno morendo come Piazza Pepe, Fondaco della Farina, via Ferrari, recuperare l’ex teatro Ariston organizzandovi saggi di danza: ecco alcuni suggerimenti, poi ce ne potrebbero essere altri. Si può cominciare almeno con uno? Non dico tanto: UNO!!

  15. Cultura? Questa sconosciuta…

  16. Ettore Paolantonio

    Ritengo che il Comune stia infilando un errore dietro l’altro nel programmare le sue attività d’intervento, ed un errore madornale sia quello di aver concesso licenze a bar, pub, pizzerie senza alcun controllo, a tutto discapito di centri di aggregazione culturale. Come è stato già scritto, l’aver trasformato Piazza Prefettura in una zona di avventori di locali e basta significa aver decretato la morte del sito, la sua trasformazione in zona di bivacco di gente che perde il suo tempo in attività futili e poco edificanti, il suo progressivo imbruttimento. Si pensi piuttosto -e non solo a parole- ad abbellirla con una biblioteca- mediateca, con una scuola di danza, con negozi artigianali. Relativamente al cartellone teatrale, non lo si riduca alla convocazione di comici da quattro soldi, ma si punti sulla qualità. Qualche anno fa vidi “La locandiera” di Carlo Goldoni al Savoia interpretata da Massimo D’Apporto: possibile che non si riesca a dare continuità a certi eventi? PROGRAMMAZIONE, signori!!!

  17. Nutro una grande ammirazione nei confronti degli allievi e degli insegnanti del conservatorio Lorenzo Perosi, e cerco di non mancare ai loro concerti, anche quando si tengono nei paesini della provincia di Campobasso. Ritengo, tuttavia, che la loro visibilità sia ancora limitata, e che i primi a dovergli dare spazio sono i nostri amministratori con iniziative mirate, che coinvolgano anche le scuole. Signori amministratori, se ci siete, battete un colpo.

  18. Non potrò mai dimenticare il concerto che qualche anno fa tenne il grandissimo violinista Uto Ughi al Savoia di Campobasso. Non potrò mai cancellare dalla memoria un’interpretazione magistrale di Paola Pitagora nel medesimo teatro. Difficilmente scorderò l’esibizione di gruppi folkloristici e tenori ucraini ad un’estate campobassana, nell’allora viva Piazza Prefettura. Con altrettanta difficoltà riuscirò a porre nel dimenticatoio i miei pomeriggi passati alla biblioteca “Albino” per motivi di studio e di approfondimento.
    Dov’è finito tutto questo? Perché si è avuto il triste, scellerato coraggio di spazzarlo via con un colpo di spugna? Che cosa si vuole realmente per questa città? Che sprofondi nel degrado culturale, dopo averlo già fatto a livello fisico?
    Sindaco Battista, assessore Colagiovanni, entourage amministrativo, ma vi rendete conto della gravità della situazione o pensate che con una festa della birra si possa rinchiudere questi argomenti in cantina e gettare via la chiave?

    • Massimo Mangialardo

      Ricordo di un tempo che fu, signor Autieri. Adesso ci ricordiamo dei locali di ristoro, delle feste della birra, del nulla estetico e culturale di Piazza Prefettura. Gran ‘passo avanti’: complimenti!!!

  19. Pierangelo Mattioli

    Campobasso è una città ormai amorfa, spenta, apatica. Io faccio parte degli “Amici della Musica”, mi reco il più possibile ai concerti gratuiti del Conservatorio, vado a teatro, ma sono iniziative davvero scarne se si pensa al bacino d’utenza che può servire la città e al fatto -come ha sottolineato un lettore- che un tempo si ospitavano grossi nomi che davano lustro alla città ed avvicinavano un numero maggiore di campobassani al concetto del Bello.

  20. Alberto Mastrocola

    C’è anche da dire, se si vuole essere proprio onesti, che per quanto gli allievi ed i maestri del conservatorio profondano ogni sforzo per organizzare concerti gratuiti (e ce ne sono, documentatevi), i campobassani reagiscono timidamente: da qui bisogna ripartire se si vuole far fruire la cultura ad un numero sempre maggiore di persone, ed il coinvolgimento delle scuole è parte essenziale di questo processo. Per fare innamorare gli adulti di queste iniziative, invece, bisogna pubblicizzarle, renderle accattivanti con idee originali, parlarne in TV, intervistare preliminarmente i concertisti per illustrare quanto andranno ad eseguire: conoscendo meglio la materia, la gente vi si avvicinerà. E si allontanerà dai soliti pub….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*