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Fare di Campobasso la Città della Salute

di Giuseppe Saluppo

 

Sanità, c’è la necessità di mettere al centro il paziente, il suo sistema affettivo e relazionale e costruire un percorso di cura perfettamente adeguato alle sue necessità per dare vita al progetto della Città della Salute, della Ricerca e della Didattica che potrebbe nascere a Campobasso. E’ questo il solco da tracciare e nel quale innestare una nuova linea di programma attraverso l’ospedale Cardarelli, il centro medico della Cattolica e l’università degli studi con la facoltà di Medicina. Non fare partiti a favore dell’una o dell’altra struttura. Sono tante e complesse le componenti che concorrono a questo primo, fondamentale obiettivo del terzo millennio capace di guardare alla salute di noi tutti: un servizio sanitario pubblico sempre più evoluto e integrato; un incremento di saperi e tecnologie che modifica ogni giorno il ruolo del clinico, del ricercatore, del tecnico, dell’infermiere; una volontà pubblica e politica, come la Regione Molise che può porsi all’avanguardia per qualità del suo sistema sanitario e per quantità di innovazione e di progetti di ampio respiro; la capacità di strategia e di visione per fondere funzioni ospedaliere, sanitarie, di cura, di accoglienza, di formazione e di ricerca in un unico, grande progetto aperto alla città; la determinazione a mettere in relazione tanti saperi e competenze diversi in campo scientifico, didattico, formativo, urbanistico e territoriale. Dentro la Città della Salute, della Ricerca e della Didattica potrebbero aversi tante opportunità. Proprio per questo si tratta di un progetto delicato e complesso, in cui tutti gli elementi in campo devono trovare un giusto equilibrio per giungere alla realizzazione finale. Perchè? Perché può contare su attività e competenze di eccellenza, diventare punto di riferimento e di avanguardia in ambito oncologico, neurologico, cardiologico e quant’altro dando luogo a un nuovo complesso sanitario. Naturalmente deve essere un’iniziativa pubblica pensata per il pubblico, ovvero per fornire una nuova piattaforma di sviluppo per tre strutture di eccellenza nella clinica, ricerca e didattica – Ospedale Cardarelli, Centro medico Cattolica e Polo universitario che necessitano di nuovi spazi e prospettive di sviluppo per crescere ed essere ancora più competitive per assicurare quel salto di qualità che i cittadini si attendono.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Giacomo Iacobucci

    L’idea è di per sé buona, tuttavia non si può continuare ad accendere micce nei confronti di chi, avendo ereditato un sistema sanitario che faceva acqua da tutte le parti, tra sprechi, assunzioni facili, mancati investimenti in ricerca, deve mettere a posto una situazione molto complicata. Si abbia l’onestà intellettuale di riconoscerlo, si faccia umilmente un passo indietro e ci si rimbocchi le maniche per lavorare tutti INSIEME alla costruzione di una sanità di qualità.

  2. Nicoletta Pasqualone

    La sanità molisana, grazie a politiche precedenti, non sa che cosa voglia dire QUALITÀ. Spero proprio che con questi interventi di ristrutturazione ci avviciniamo quanto meno a questo concetto. Cerchiamo di non avere la memoria corta: chiediamoci perché si è arrivati a tanto.

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