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“Campobasso, il degrado è sovrano”

Egregio signor sindaco,

Passando per la villetta in via Ugo Petrella, ho notato molte assi di panchine divelte dai soliti noti e sprezzantemente lasciate a terra.

Il disprezzo non nasce solo da quei menomati che hanno commesso l’atto infame, ma anche da tutti coloro che passano davanti allo scempio come se niente fosse e dall’amministrazione comunale che non si preoccupa neanche di rimuoverle.

Campobasso sembra aver subito un bombardamento per il suo livello di degrado determinato dal vandalismo urbano, in un silenzio ed un’impunità che spaventano.

Non capisco che cosa si aspetti ad emanare quelle ordinanze atte a creare quel sistema di regole e sanzioni che possano distogliere questi disadattati dalle loro gesta, così come non capisco che cosa si aspetti a prendere iniziative collettive che facciano riappropriare la cittadinanza del vero significato delle cose, della differenza tra Decoro e Degrado, in una società come la nostra che tende a relativizzare tutto.

Se lo ricordi, signor sindaco: il livello di decoro e di vivibilità di una città sono direttamente proporzionali allo spirito d’iniziativa di chi la abita.

Chissà che il 2017 le porti consiglio, dopo mesi di mancato ascolto delle istanze di chi vuole semplicemente una città normale.

Cordialmente

Maria Carmela Mastrantuono

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Magdalena Palladino

    Campobasso sembra una città bombardata o, se volete, presa d’assedio da un’orda barbarica. Il brutto è che, quando ne parli con chi siede sugli scranni cittadini, questi sono i primi a guardarti con gli occhi sgranati, come a dire: che cosa stai dicendo? Ah sì? Che cosa sto dicendo? Sto semplicemente tracciando l’identikit di una città mortificata nella propria dignità non solo dai vandali, ma anche dal mancato intervento di amministratori e cittadini, che è come se vivessero su un’altra galassia. Questo è il senso di appartenenza alla città? Varcate il confine regionale, spingetevi verso il Centro Italia, prendete appunti, e mettete a frutto quello che avete imparato…

  2. Tutto tristemente vero. Praticamente nessuno ama la propria città, perché praticamente nessuno si sente parte integrante di essa: è questo il punto!

  3. Le panchine della villetta di via Ugo Petrella? Un paio ancora con le assi divelte. E questi adolescenti sfaccendati, praticamente orfani, che passano da una villa all’altra della città con l’intento -psicologicamente da studiare- di rompere e devastare. Se dovessero pagare multe salate e fossero adibiti ai servizi sociali per le loro gesta, ci penserebbero cinque volte prima di fare gli idioti!!

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