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Campobasso, dall’ordinaria amministrazione alle ‘meraviglie’

La strategia è sempre la stessa, stantia, però funziona: basta accumulare risorse finanziarie e progetti  nell’ultimo anno di amministrazione e  il gioco è fatto. Il popolo beve ed assorbe le promesse. E sull’onda delle cose prossime che gli verranno promesse dimentica gli anni di carestia, del senza far nulla, di una ordinarietà amministrativa al rallentatore. Beve ed assorbe. Accadrà con la Regione Molise; accadrà con il Comune di Campobasso. Prendiamo quest’ultimo, ché della Regione abbiamo scritto più volte. Ebbene, tempo qualche mese e da Palazzo san Giorgio verranno fuori comunicati a raffica e conferenze stampa per annunciare che il problema relativo alla sicurezza delle scuole sarà definitivamente risolto. Le vecchie insicure strutture saranno abbattute e al loro posto, in un nuovo contesto urbanistico e progettuale, ce ne saranno di nuove: moderne, funzionali, soprattutto ragionevolmente sicure. Sarà così per la scuola primaria di Contrada Mascione (1.200.000 euro di finanziamento); così per la Don Milani di Via Leopardi, per la Petrone e per la Bibliomediateca di Viale Manzoni. Per questi tre plessi si ricorrerà ad un concorso d’idee per riassumerle nella nuova veste in modo interdipendente, specialmente sotto il profilo urbanistico (anche nuovi sistemi di collegamento). Insomma, un minipolo scolastico. Stessa idea e stessa soluzione  per le strutture scolastiche del Quartiere Cep e per la scuola media  Montini,  in aggiunta all’accordo di programma con la ditta Scarnata che prevede a ridosso della collina di san Giovannello  una palestra e un edificio  scolastico su un’area di circa un ettaro e mezzo quale compensazione dell’autorizzazione a costruire centinaia di appartamenti. Abbattimento e ricostruzione delle strutture scolastiche di Via Crispi e Via D’Amato e di nuovo un concorso d’idee per vederle riprogettate e rese funzionali all’interno del contesto urbano di quell’area. Per mettere in cantiere questa idea di rinnovamento e dare sicurezza agli impianti scolastici, il Comune si avvarrà degli 11 milioni di euro destinati al traforo che avrebbe collegato il Terminale delle autocorriere con Via San Lorenzo, risorse finanziarie ricontrattate con la Regione e rese finalmente disponibili. Dal ginepraio  della burocrazia è stato possibile venirne fuori – va detto – grazie alla pazienza contrattuale del top manager di Palazzo san Giorgio Antonio Iacobucci, la stessa utilizzata col ministero dello Sviluppo economico per ottenere, al secondo tentativo di mediazione, un finanziamento di 18 milioni di euro da destinare al risanamento delle periferie degradate.  Dunque, stando così le cose, saranno due le occasioni e le circostanze che vedranno da qui a qualche mese l’amministrazione comunale di Campobasso  salire agli onori della cronaca per interventi, alcuni dei quali, come l’ex mattatoio di Via Garibaldi si parla da decenni, di recupero e riqualificazione di aree periferiche, impianti e strutture. 18 milioni sono una bella cifra, come una bella cifra sono stati gli oltre 40 miliardi di lire che anni fa, con Peppe Astore assessore regionale alla sanità, furono dati al Molise dall’allora ministro Rosy Bindi per quasi gli stessi motivi e di cui, però, sul territorio municipale non si rinvengono tracce riconoscibili d’interventi e di opere (sarebbe il caso di chiedere spiegazioni a Michele Iorio e a Gianfranco Vitagliano) . Vichianamente la storia potrebbe ripetersi. Ma secondo il sindaco Battista e il manager Iacobucci il destino della scuola Notte  di Via sant’ Antonio Abate (2.250.000 euro), il rilancio funzionale strutturale  del mercato coperto di Via Monforte (9.500.000 euro) e la riqualificazione dell’ex mattatoio di Via Garibaldi (1.800.000 euro) dimostreranno il contrario. Ciò che rimane del finanziamento complessivo sarà destinato al miglioramento delle aree corrispondenti. Insomma, se son rose fioriranno. Anche per questi  investimenti sarà indetto un bando pubblico per raccogliere idee e proposte. L’entità del finanziamento per il rilancio del mercato coperto lascia intendere che c’è la volontà di renderlo una sorta di volano economico, un centro polivalente, un polo di aggregazione a vantaggio di tutta l’area urbana murattiana. Il pensiero non deve andare lontano per ricordare che lo stesso progetto, lo stesso obiettivo, lo stesso scopo e la stessa volontà sono appartenuti al compianto imprenditore Mario Di Biase, l’ideatore (incompreso) della “Città nella Città” di Corso Bucci, e che l’amministrazione di Palazzo san Giorgio fece di tutto per dissuaderlo. Nel complesso edilizio di Corso Bucci il Comune detiene, a parziale conguaglio degli oneri di urbanizzazione, la proprietà di una struttura finalizzata ad Auditorium, ma adattabile ad altri scopi ricreativi e culturali, ma non ha la capacità di farne alcunché. A meno che, come fenomeno a strascico, non spunterà anche per questa struttura una idea brillante. A scanso di equivoci, ai campobassani che dovessero illudersi di guardare con occhi nuovi la città, e alle famiglie degli alunni delle elementari e delle scuole medie che dovessero credere che la soluzione della sicurezza  è dietro l’angolo, suggeriamo di tarare le attese a non meno di un decennio. A venire.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Augusto Domenighini

    Quanto ha ragione, Dardo!!! Una laurea magna cum lode. Eppure i cittadini non si destano né si uniscono per dire basta a questo offensivo stato di cose.

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