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Campobasso, da città giardino a città fantasma

Oramai è assodato, già da qualche legislatura, che Campobasso non è più la città giardino di un tempo, quando rigogliosi erano alberi e siepi, ben curati, ed attrezzati, i parchi, a misura d’uomo ogni qualsivoglia spazio verde che trasmetteva al cittadino vitalità e allegria. Oggi, invece, a seguito di troppe e ripetute violenze ambientali Campobasso è tutt’altro che città verde e a misura d’uomo. Purtroppo la classe politica campobassana continua, in merito e non solo, a fare orecchie da mercante, tant’è che molti cittadini continuano ad abbandonare rifiuti ingombranti e pericolosi nei pressi dei cassonetti dell’immondizia, ed in alcuni casi nel bel mezzo della strada (come riportato qualche settimana fa) ed i parchi versano nel più totale abbandono e degrado, tranne qualche rara eccezione. Per non parlare poi delle aree verdi, oramai inesistenti o abbandonate. I parchi, piuttosto che le aiuole, vengono pulite e rimesse in ordine, meritoriamente, da cittadini ed associazioni (come nel caso del Parco di via Leopardi oggetto sabato di una operazione di restyling da parte dell’associazione Fare Verde) a cui tocca il compito di sostituire un’amministrazione assente e menefreghista.

La maggior parte delle aree verdi cittadine sono escluse da ogni qualsivoglia manutenzione pubblica, così subiscono l’invasione della vegetazione spontanea e dei rifiuti. Per non parlare poi del totale stato di abbandono in cui versano le scuole dismesse, in attesa di interventi manutentivi o di ricostruzione, come nel caso dell’ex plesso scolastico di via Crispi, invaso dalla vegetazione spontanea e dai rifiuti, o ancora della scuola media “Leopoldo Montini” anch’essa costretta a fare i conti con l’incuria e la disattenzione amministrativa.

Purtroppo ci tocca constatare, a malincuore, che Campobasso sta diventando sempre più una città fantasma, degna della migliore tradizione western, una città che lentamente sta morendo, maltratta e denigrata quotidianamente proprio da parte di chi dovrebbe averne più cura. L’amministrazione del capoluogo ha oramai tirato, come si dice in gergo, i remi in barca navigando a vista e abdicando al suo ruolo di indirizzo politico e amministrativo, fucina di idee e di sviluppo.

Ma.Sa.

Di admin

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