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Campobasso, una città ferma

Campobasso, una città già ferma e con un’amministrazione comunale che non è riuscita ad impostare una strategia programmatica oggi rischia di scontare l’esito elettorale delle politiche e le fibrillazioni per le Regionali. Il gruppo di maggioranza già si sarebbe spaccato nelle due anime politiche contraddistinguono il Partito democratico in città. Tra l’ala che si riconosce nel presidente Frattura e quella legata a Roberto Ruta. Tensioni che già si erano manifestate prima delle elezioni politiche e che, ora, rischiano di esplodere con la determinazione di due gruppi interni in vista dello scontro delle regionali. Del resto, non pochi erano stati anche i mugugni all’interno dell’amministrazione in merito al ritardo dell’impostazione dei programmi e delle azioni da porre in essere per rilanciare l’economia cittadina che risulta essere stagnante e priva di accompagnamenti di iniziative tese al rilancio. C’era stata la richiesta, formulata più volte al sindaco Antonio Battista, di revisione se non di azzeramento della Giunta comunale. Ipotesi politica, però, mai presa in considerazione con gli effetti negativi che si sono avuti in ambito di strategie da porre in essere. Ed oggi, con l’esito infausto elettorale delle Politiche e con le Regionali alle porte, diventa ancora più difficile pensare ad un possibile rilancio della città e ad un’unità d’intenti all’interno della stessa maggioranza che appare scollata e in forte contrapposizione.

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Angela Manicardi

    Basti guardarsi intorno: non è stato piantato un albero in centro, lasciando perdere gli alberi di Giuda in via Marconi, non è stato rimesso a posto un marciapiede, non si è abbattuto l’ex Roxy Hotel facendo spazio ad un parco attrezzato come più volte e da più sedi richiesto, non si sono potenziati gli impianti sportivi, in primis la piscina, non è stato fatto nulla per l’ex cinema Ariston, non si è stati in grado di fare di Piazza Prefettura il fulcro culturale del capoluogo, lasciando spazio a negozi d’abbigliamento e luoghi di ristoro, non ci si è attentati ad insediare un tavolo di trattative per coinvolgere la gioventù campobassana in programmi di vario genere, evitando che questa si suicidi, come è accaduto di recente, o compia atti di vandalismo o di offesa verbale contro qualcuno. Non c’è programmazione perché non c’è la percezione delle cose. L’importante è chiamare Arbore al concerto del Corpus Domini piuttosto che Luxuria alla pagliacciata che dovrebbe avvenire in maggio. Da vergognarsi, con il compiacimento ed il pressappochismo di molti campobassani, ahimè…

  2. Augusto Domenighini

    Campobasso: l’immobilismo fatto città. Essendo poco coesa al proprio interno, soffre maggiormente di questa condizione, perché laddove c’è una mancanza istituzionale, si cerca di mettere qualche pezza attraverso l’azione sinergica di cittadini che non ci stanno a vedere la propria città sprofondare nel baratro. Questo, purtroppo, non accade nel capoluogo, ed ecco i risultati. Da uno che ci ha provato.

  3. Come avrebbe detto la mia professoressa di matematica, “un grande insieme vuoto”.

  4. Quello che proprio non si può digerire è la spocchia di tanti cittadini e membri delle istituzioni.

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