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Campobasso, città abbandonata

Gentile signor direttore,
Ormai ogni parola risulta ridondante rispetto a quanto già ampiamente detto sullo stato di degrado in cui versa il capoluogo regionale.
Inutile, quindi, parlare dello stato penoso in cui versano Villa dei Cannoni, Corso Bucci, la ciclabile di Ferrazzano, viale Elena, la via Matris. Inutile sottolineare che contro il graffitismo selvaggio -problema che, nella sua stupidità, e’ risolvibilissimo- non si è voluto alzare un dito. Inutile dire che si può continuare a cadere o a scivolare per strada perché i marciapiedi non ricevono manutenzione da decenni. Inutile ribadire che, come Termoli e altre città hanno messo degli efficaci dissuasori di velocità in zone ad alta percorrenza veicolare, non si vede perché non debba farlo anche Campobasso. Inutile evidenziare che dare licenze a locali di ristorazione non significa affatto non curarsi del rispetto della quiete pubblica (sancito dal codice penale) e del decoro cittadino.
Tutto questo è semplicemente imbarazzante.
Ciò che lascia più perplessi è la sordità a queste istanze.
La città grida aiuto disperatamente e nessuno le rivolge il benché minimo sguardo per aiutarla.
Con non poca delusione, porgo i miei migliori saluti

Maria Luisa Bellei Amato

Di Giuseppe Saluppo

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8 commenti

  1. Mariachiara Amodio

    Com’è stato già scritto in più di un’occasione, il livello di degrado di una città è DIRETTAMENTE PROPORZIONALE al livello d’indifferenza dei suoi abitanti. Campobasso sposa in pieno questa logica. Provino vergogna tutti coloro che passano ridendo e scherzando dinanzi agli scempi che sono disseminati lungo tutto il capoluogo, e che pensano che si tratti di un problema altrui, nonché che il mondo inizi e finisca con le loro bagattelle quotidiane.

  2. Alberto Mastrocola

    Campobasso è la città messa peggio in tutto il Molise. Anche Foggia, dove vivo, non è un granché, tuttavia ha dei punti di pregio che vengono preservati da incuria e vandalismi vari perché l’amministrazione comunale ha puntato i piedi e vari residenti, compreso il sottoscritto, hanno fatto sentire alta la loro voce contro le situazioni da Terzo Mondo, cominciando a collaborare fattivamente ad iniziative di vario genere. Trovi slanci del genere nel capoluogo molisano? Trovi scatti d’orgoglio? Trovi un minimo senso di dignità? Tutti abbondantemente assopiti nel loro insignificante micro-cosmo. Se non si parte da questa analisi, non si potrà mai arrivare a vincere la battaglia.

  3. In un’altra città incontrando il sindaco gli chiesi perché i cittadini non potevano guardare il cielo lui mi guardò dubbioso sulla mia salute mentale e mi chiese conto della mia affermazione io risposi che se guardavano il cielo sarebbero tutti finiti in ospedale per lo stato di marciapiedi e strade fra lo sporco (leggi deiezioni animali) e pavimentazioni sconnesse…..

  4. Mi ha fatto riflettere l’affermazione di una lettrice che, su un’altra testata locale, parlando dello sparti-traffico in via Mazzini, già in fase di deterioramento dopo un anno dalla sua installazione, vuoi per vandalismi vari, vuoi per l’inaccortezza di chi vi parcheggia accanto, concludeva con queste parole: “Ci dev’essere qualcosa nell’aria”. Ecco, a Campobasso c’è effettivamente qualcosa nell’aria, un qualcosa che porta la gente a fregarsene, a non sentirsi parte di una comunità e quindi ad operare per il suo bene. Molisano e’ il campobassano, molisano e’ il termolese, eppure ci passa la Bifernina tra il modo di atteggiarsi dell’uno e quello di atteggiarsi dell’altro. Inoltre, siamo anche poco furbi, perché ormai la nomea di città degradata il capoluogo se l’è fatta. Che cosa verrebbe a vedere un turista? Un marciapiede dissestato, un albero morto e mai ripiantato, un muro imbrattato, una panchina divelta, una marea di locali che vendono alcolici anche ai minorenni??

  5. Giorgio D'Amico

    Quando si giunge ad un livello del genere, occorre solo una rivoluzione culturale, e la rivoluzione parte dalla GENTE. Non ci si può sempre aspettare che le soluzioni piovano dall’alto, bisogna agire in prima persona per mettere in atto iniziative di recupero del decoro e della vivibilità pubblica. Ci sarà un investimento da fare? Certo, e allora? Sarà ben ripagato dalla restituzione della decenza a zone dove viviamo NOI, non qualcun altro! Fatevi servire da chi già lo ha sperimentato. In questo modo si mettono in scacco i decerebrati che pensano di avere il loro momento di gloria nel compiere atti vandalici, ma si mette anche alla berlina un’amministrazione immobile su questi temi. Sarà quindi evidente la stasi e l’indolenza dei nostri amministratori. E’ già accaduto per il parco in via Ungaretti. Bisogna solo creare un circolo virtuoso.

  6. Non credo che debbano essere spese altre parole, ormai l’abbandono della città parla da sé. Poi, però, ci si affretta ad organizzare la festa della birra in Piazzetta Palombo: queste sono le priorità del capoluogo, questo è l’uso che si fa di quei pochi soldi a disposizione. Poco importa se tutto il resto grida allo scandalo per lo stato in cui si trova.

  7. Maria Diletta Benincasa

    Ci sono troppe mancanze da parte di tutti. Bisogna innanzi tutto operare un cambiamento culturale, quindi avere una diversa visione delle cose non più fondata sul l’indifferenza, ma sull’amore per il Bene Comune, e quindi sulla volontà di operare per preservarlo.

  8. Demetrio Colacci

    Un lettore, in altra sede, ha scritto che non è più piacevole vivere nel capoluogo non soltanto per mancanza di sbocchi professionali, ma anche per il livello di abbandono che si percepisce in ogni angolo della città. A Termoli si sta investendo alla grande per cambiarle il volto -ma anche per preservarne la bellezza, infatti ci sono ordinanze sanzionatorie e misure di prevenzione contro i vandali- mentre a Campobasso si brancola nel buio. E il cittadino dorme…

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