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Campobasso, c’è tanto da rivedere

Caro direttore,
Desidero farle i miei complimenti per l’attenzione che riserva ai problemi endemici di Campobasso, in particolare alle varie situazioni di degrado di cui ormai anche i gatti dei nostri vicoli sono a conoscenza. Vogliamo definirla una condizione indecente? Vogliamo parlare di uno stato non degno di un capoluogo regionale? Faccia lei.
Mi preme sottolineare alcuni punti, alla luce di recenti episodi.
Innanzi tutto, come ha già scritto qualche lettore, l’abuso che si sta facendo di Villa dei Cannoni. L’unico posto che, fino ad una decina di anni fa, godeva di salute arborea in un centro totalmente privo di pollice verde, ora è divenuto un agglomerato indistinto di giochi per bambini (che avrebbero potuto essere dislocati nell’ex Romagnoli, opportunamente riadattato a parco, ma anche in altre zone abbandonate della città), di gazebo (ultima grande invenzione in stile Archimede) sotto cui si radunano minorenni, maggiorenni e meno giovani che si danno all’alcol senza nessun tipo di controllo, e che lasciano “ricordi” penosi agli addetti alla nettezza urbana. Sono più che convinto che il recente imbrattamento del municipio sia per mano di uno di questi balordi, che già in un’altra occasione hanno dato prova della loro più totale imbecillità scrivendo cose orrende sul pavimento della villetta.
Argomento strettamente correlato al primo è appunto l’ennesimo deturpamento del Comune con bombolette spray. Anche un bambino si porrebbe queste domande: 1) ci sono delle telecamere: funzionano? 2) Se funzionano, hanno ripreso la scena, consentendo di individuare i colpevoli? 3) Se questi ultimi sono stati individuati, avranno la giusta punizione, che è in primis la ripulitura dei muri a loro spese, in secondo luogo opere di rieducazione, ed infine il pagamento di una multa salata?
Dato che tutto è connesso, ci sarebbe da parlare anche dell’uso del tempo che fa un certo numero dei nostri adolescenti. E qui casca l’asino. In primo luogo, se si verificano episodi di questa gravità, vuol dire che i genitori lasciano i propri figli abbandonati a se stessi, non preoccupandosi minimamente di investigare sulle loro frequentazioni e sugli orari in cui rincasano, ma semplicemente urlando stupidamente allo scandalo quando qualcuno gli fa notare che la propria prole non è immacolata come vuol sembrare. Questo è un tema che richiederebbe una trattazione ben più ampia, però mi consenta di dire che se il toro non viene preso per le corna, non potrà mai essere soggiogato.
In questo gioco di correlazioni concettuali che sto tentando di creare, sperando di non farle venire un mal di testa, mi permetta di rilevare la pressoché totale assenza di gente in divisa: le forze dell’ordine sono, oggettivamente, una presenza rassicurante che non deve rendersi visibile solo in occasione delle processioni o del pericolo attentati, ma SEMPRE.
Infine, se dobbiamo avere la reattività di un Boeing nel dispendio di soldi pubblici solo quando viene l’Alex Britti o il Renzo Arbore di turno, ma poi spegnere il nostro cervello quando si tratta di mettere mano a temi ben più pregnanti per la città, significa che necessitiamo di un bagno culturale, e anche molto caldo.
Vede, io non sono tanto vecchio da ricordarmi di una città giardino piuttosto che di un capoluogo dove il Bene Pubblico veniva trattato con rispetto, piuttosto che di un luogo in cui le persone avevano ben diversi principi morali. Ciò nonostante, posso affermare che fino agli anni ’90 le cose andavano certamente meglio.
Ora è diventato decisamente poco piacevole risiedere nel capoluogo, e non solo per la mancanza di prospettive lavorative. Sono fortemente convinto che determinati temi non abbiano e non debbano avere nessuna colorazione politica: rispettare la propria città, ma anche la propria persona non ubriacandosi, non è di destra, né di sinistra, né di centro: è da persone di buon senso, ed il buon senso sta venendo pericolosamente a mancare a Campobasso. Sic stantibus rebus, è preferibile insediare uno stato marziale: si ritornerebbe alla normalità.
Grazie per la cortese attenzione
Gennaro Di Giuseppe Mariani

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19 commenti

  1. Mi piacerebbe poter scrivere come lei, signor Mariani, comunque mi consenta di complimentarmi con lei per la minuziosa analisi della situazione.
    Leggerà qualche amministratore? Qualche esponente dell’opposizione? Qualcuno che siede su uno degli scranni della macchina amministrativa? Sarà toccata la loro coscienza per poter finalmente agire diversamente e nel puro interesse della città?
    A proposito di villa dei Cannoni, vorrei esprimere tutto il mio dissenso nei confronti del Movimento 5 Stelle: se non si vuole avere la memoria corta, si ricorderà che sono stati loro a gridare alla destinazione della villa a zona giochi: ecco i risultati, signori. Verde pubblico al lumicino, degrado fisico e morale. Ma che cosa vi passa per la mente??

  2. Chiunque sia il problema del degrado urbano, adolescenti e non , facciamo li pagare denaro sonante, solo così, cioè andando a toccare le tasche delle famiglie e delle persone singole se maggiorenni si potrà ottenere qualcosa. E se non hai denaro, ti obblighiamo a fornire ore di lavoro fino al raggiungimento delle somme che devi alla città e/o allo stato. Non si può più gravare sulla fiscalità comune per ripristinare ciò che questi “personaggi” sciupano, sporcano rovinano ecc. Cominciamo con petizioni per leggi comunali e regionali di richiesta popolare, non tutto accadrà subito, ma la goccia scava il sasso…..

    • Emanuela, lei ha ragione, ma non ha idea di quanto lassista, codardo e menefreghista sia il popolo campobassano: tutto nasce da lì. Non sa che fatica sto facendo per avere adesioni ad una petizione che chieda l’installazione di efficaci dissuasori di velocità nella zona in cui abito. Tutto nasce da lì: ogni campobassano, se ha ancora qualche sinapsi attiva, si faccia un serio esame di coscienza!

  3. Umberto Vinciguerra

    La visione che amministratori e privati cittadini hanno del bene pubblico è ridicola perché non ci sono mai stati controlli e sanzioni: da questa prospettiva bisogna partire se si vuole capire il fenomeno ‘degrado’ (fisico e morale), come anche dal fatto che nel capoluogo c’è un’imprenditoria molto miope, la cui ‘intraprendenza’ si riduce ad aprire locali dove si mangia e si beve. In via Cardarelli l’ennesima braceria, lungo il Corso non so quanti bar, in Piazza Pepe l’ennesima pasticceria-bar quando ce ne sono ben tre uno attaccato all’altro, in Corso Bucci, zona rinomatamente in abbandono per lo stato del verde e dei camminamenti, locali di tutti i tipi in sequenza. Eccetera eccetera eccetera. Questa è la capacità d’iniziativa del campobassano che vuole fare un’ intrapresa? In altri luoghi si sono organizzati festival del folklore e concerti con il Conservatorio, noi organizziamo la festa della birra! Ecco, è come se si volesse far spegnere il cervello alla gente con eventi che le consentano di non pensare, mortificando la dimensione culturale della persona. Mortificandola, se ne aumenta l’ignoranza: aumentando quest’ultima, aumenta anche il non rispetto di cose e persone. Da questo scaturisce anche l’uso sbagliato del tempo che fanno molti giovani del capoluogo: mai visto tanto bighellonare come a Campobasso. Il fatto è che gli si dà anche occasione di farlo, tra gazebo molto inopportunamente installato in villa dei Cannoni, panchine a iosa, zone in cui sedersi e dove invece dovrebbero essere piantati degli alberi, Tribunale (la scalinata) dove nessun addetto controlla: il regno dell’abbandono più totale, insomma. Relativamente alla petizione di cui parla la lettrice Emanuela, se ne sta studiando una che ponga se non altro fine all’impunità dei vandali, cercando di impostarla bene perché ormai ce ne sono troppe. Quando pronta, sarà leggibile -e soprattutto VOTABILE- su change.org: Emanuela, per essere consequenziale con quanto ha scritto, la invitiamo a votare, così come invitiamo tutti coloro che leggeranno questo articolo e che lo vorranno divulgare.

  4. Maria Diletta Benincasa

    Tutti i campobassani, a prescindere dal ruolo che rivestono nella società, si chiedano seriamente se amano la propria città e che cosa sono disposti a fare per preservarne la bellezza e la vivibilità. Dalla risposta a questo interrogativo scaturira’ la rinascita o l’agonia del capoluogo.

  5. Devo dire, in tutta onestà, che in tanti stanno contribuendo a questo declino. L’altro giorno ho raccolto delle cartacce lungo la salita dei Monti, ho buttato nel cestino alcune bottiglie di birra. Bisogna fare appositamente certe cose, non venite a parlarmi di sbadataggine. L’amministrazione, e’ vero, latita su molti versanti, però è altrettanto vero che un buon numero di campobassani ha un senso civico pari ad un insieme vuoto!

  6. Se dovessi paragonare la città a qualcosa, la paragonerei ad un’ameba: l’indefinito, l’essere di confine. Una tristezza infinita…

  7. Bisogna cambiare la testa della gente. Quando si arriva a certi livelli, è una questione culturale.

  8. Il toro va preso per le corna, come ha scritto il lettore. Da non sottovalutare il fatto che diversi esercizi commerciali e market -più o meno super o mini- vendono alcolici a minorenni senza preoccuparsi di chiedergli un documento d’identità. E i controlli? E le sanzioni?

  9. Vorrei sapere qual è il ruolo delle istituzioni e delle forze dell’ordine nel controllo e nell’opera sanzionatoria di tutti quei supermercati ed esercizi commerciali -e vi posso assicurare che ce ne sono!- che vendono alcolici e super alcolici ai minorenni. Ci sono commesse terrorizzate di perdere il posto di lavoro se si oppongono ad una cosa del genere. Il lavoro dovrebbero perderlo i titolari di questi esercizi, e non trovarlo mai più!!!

    • E’ verissimo: c’è più di un supermarket e di un esercizio commerciale che vende alcolici o super-alcolici ai minorenni. In tanti sanno, ma non parlano. Questi episodi vanno ampiamente denunciati. Si sta toccando il fondo in questa città.

  10. Maria Teresa Marcantonio

    Signori, la città siamo NOI, quindi o ci diamo tutti una scrollata per porre fine a questa vergogna, o avremo una città che non sarà più degna di essere definita tale. Non mi sembra che occorra un master per capire questo concetto!

  11. Silvana Leccese Bardi

    C’è TUTTO da rivedere in questa città: una città senza più regole, in balia di se stessa, che implora assistenza, ma che non vede alcun buon samaritano passarle accanto per soccorrerla.
    Come l’autore dell’articolo, inoltre, anch’io mi pongo queste domande: che fine hanno fatto gli imbrattatori del municipio (e, più in generale, mi chiedo che fine facciano questi idioti di writers che hanno deturpato l’intera città)? Catturati? Sanzionati? Messi in una “black list” che, in caso di recidiva, ne acuisce la pena?
    Se non si parte da questi pochi, ma semplici atti -controlli e sanzioni- non si debellerà il fenomeno degrado.

  12. Silvana Leccese Bardi

    Marciapiedi? Insieme vuoto. Decoro degli edifici? Insieme vuoto. Verde pubblico? Insieme vuoto. Regolazione del traffico? Insieme vuoto. Illuminazione a led? Insieme vuoto. Nettezza urbana? Insieme vuoto. Impiantistica sportiva? Insieme vuoto. Offerta culturale? Insieme vuoto. Videosorveglianza? Insieme vuoto.

  13. “Viviamo in società. Per noi dunque niente è davvero buono se non è buono per la società” (Voltaire): andatelo a spiegare al campobassano medio…

  14. Donatella Autieri

    C’è tanto da rivedere in primis nella testa dei cittadini, che si disinteressano bellamente di questi problemi, come se fossero degli estranei che si trovano di passaggio nel capoluogo. Relativamente agli imbrattatori del Municipio, non posso che augurargli di venire arrestati e pagare una multa salata per i loro abomini, ed ai loro genitori di farsi un serio esame di coscienza.

  15. Ettore Paolantonio

    Ho sempre sperato che un giorno un imbrattatore venisse ripagato con la stessa moneta: essere imbrattato in volto con gli oggetti delle sue scempiaggini.

    • Anch’io lo spero vivamente: sarebbe una scena da immortalare. Finirà anche questa moda balorda, comunque: la chimica sta facendo passi da gigante e presto si giungerà a pellicole trasparenti che non renderanno in alcun modo possibile l’attecchimento della vernice delle bombolette sui muri. In questa fase abbiamo già buoni prodotti-barriera che, stesi sui muri ancora immacolati, dissolvono notevolmente l’inchiostro e rendono molto agevole la ripulitura. Ad maiora!

  16. Massimo Mangialardo

    C’è la testa dei cittadini da rivedere, tutto lì. Devono cambiare le sinapsi.

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