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Campobasso 2019 l’apoteosi del salto della quaglia

Il manuale del perfetto saltatore così recita:

“All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa

e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora:

chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra

e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta:

tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa

e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio

passann’ tutti p’o stesso pertuso:

chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”.

E’ quanto sta accadendo in seno al Consiglio Comunale di Campobasso dove le scelte della strada da seguire, non è valutata in base alle esigenze e ai problemi che affliggono il capoluogo, o per cosa è stato, o meno, fatto, ma soltanto alla creazione di strategie politiche trionfanti per la rielezione di chi oggi siede tra i banchi della maggioranza ed è pronto a fare il salto della quaglia. La folta schiera di consiglieri pronti, come i marinai della Regia Marina Borbonica, a passare da prua a poppa, non ha il benchè minimo rispetto sia nei confronti del proprio, o ex, schieramento e né nei confronti del cittadino, che si ritroverà dinanzi gli stessi uomini già bocciati da cinque anni di, pessima, legislatura, ma candidati dall’altra parte. Uno schiaffo nei confronti dei, già, vessati cittadini campobassani, della serie stravolgere per non cambiare. Bisognerebbe ragionare da ambo due gli schieramenti, per cercare di mettere un freno a questi cambi di casacca che finiscono con l’allontanare sempre più il cittadino dalla politica ma, che soprattutto, contribuiscono all’accrescimento dell’antipolitica. Giustamente non è plausibile che chi fino ad oggi ha fatto parte del Partito Democratico, possa domani schierarsi al fianco della Lega di Salvini, sarebbe una vera e propria stortura politica. E poi sempre loro, sempre gli stessi. Sempre gli stessi che abbandonarono Gino Di Bartolomeo per Antonio Battista e che oggi sono pronti a fare i gamberi. Quegli stessi che hanno avallato, approvato, annuito dinanzi le scelte deleterie di questi cinque anni. La politica è una cosa seria, ed i campobassani meritano rispetto.

Ma. Sa.

Di admin

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