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Il cammino tortuoso dei Fondi europei

Inevitabile accadesse: dalle deroghe alle revoche. Dalle deroghe concesse a piene mani, forzando a più riprese i limiti regolamentari e le scadenze contrattuali, alle revoche di molti di quei fondi elargiti a piene mani, perché non andati a buon fine o perché gestiti con qualche discrasia di troppo. Ancora una volta parliamo dei Fondi relativi al Programma operativo regionale (Por) 2007/2013 (Fondi Fesr, Fsc, Fse, Fears, Psr), paradigma della lentezza degli investimenti, spesso della improprietà degli investimenti, della difficoltà a portarli a termine, della complessità della rendicontazione. Una realtà amministrativa e imprenditoriale che nel Molise non riesce a sintonizzarsi su livelli di efficienza e di produttività. Dal che n’è discesa in più casi, la necessità derogare per finire poi di rettificare, correggere e, come abbiamo detto, revocare. La Regione Molise è impegnata nella gestione dei fondi che vengono da lontano, perché male programmati e peggio assegnati; ai fondi 214/2020 non è riuscita ancora a mettere mano, con ciò ribadendo ciò che si sa: non ha efficienza, tempestività, organizzazione e programmazione. Una Regione che denuncia limiti vistosi nella dotazione organica e nella qualità  professionale, ma che non bada a spese quando si tratta di ristorare gli amministratori e la dirigenza su livelli massimi delle retribuzioni, quasi fossimo la Lombardia e non la “ventesima” regione italiana. In questo contesto,  in cui imperano i commissari straordinari e le deroghe, ecco comparire i provvedimenti che trattano le revoche. Li sta firmando la responsabile del Terzo dipartimento, Mariarosaria Simonelli. A cominciare dalla revoca (parziale) delle agevolazioni concesse alla ditta S.i.g.a. Srl di Pozzilli,  in qualità di partner del Raggruppamento temporaneo d’imprese (Rti) della “Filiera del Bello”, per la realizzazione del progetto “Tur.Intel Molise”, con l’obiettivo di accrescere la competitività delle imprese e l’occupazione. Ebbene, il 23 gennaio scorso, alla ditta sopra indicata è stata chiesta la restituzione di 30.629,10 euro, oltre agli interessi, per il periodo compreso dall’erogazione e all’effettiva restituzione prevista entro 6 febbraio 2017. In caso di versamento oltre la data sopraindicata, la Simonelli ha stabilito che le ulteriori somme per interessi maturandi, la S.i.g.a. Srl, partner del Raggruppamento temporaneo d’impresa “Filiera del Bello” – progetto “Tur. Intel Molise” – agli importi oggetto di restituzione, dovrà aggiungere 1,05 euro per ogni giorno ulteriore di ritardo. Decorso infruttuoso il termine di 15 giorni dalla data di notifica della richiesta, ad essere chiamata in causa sarà la Groupama Assicurazioni Spa – Agenzia 282 –  di Roma obbligata “ irrevocabilmente ed incondizionatamente a rimborsare alla Regione Molise” l’importo sopra indicato. Stessa sorte, nella stessa “Filiera del Bello”, per la ditta Deca Spa, capofila e referente del progetto “Tur. Intel Molise “, con sede ad Ardea (Roma), cui è stata chiesta la restituzione di 18.061,80 euro, oltre agli interessi per il periodo compreso tra l’erogazione (il 12 dicembre 2011) e l’effettiva restituzione prevista entro il 6 febbraio 2017 .   La Filiera sarà del Bello, ma nella sostanza, alla resa dei conti, s’è rivelata una Filiera tutt’altro che bella se, alla verifica sull’ammissibilità delle spese effettuata dal responsabile del Controllo del primo livello, anche a carico della ditta Cercaziende.It Spa è stata effettuata una rettifica delle spese, e dei conseguenti contributi erogati,  per 69.168,50 euro. Le cifre sono eloquenti, ed evitano a noi di commentarle. Come del resto è non possiamo commentare, per carenza di notizie, di cosa si occupate, e con quali risultati, la la S.i.g.a. Srl, la Deca Spa e la Cercaziende.It Spa. E cosa abbiano prodotto la “Filiera del Bello” e il progetto “Tur.Intel Molise”. Nel Molise. Ma è tutto il sistema finanziario e gestionale dei Fondi europei ad essere estraneo ai molisani, rimanendo concluso e conchiuso nel cerchio ristretto dei beneficiari e di chi riesce a trarne vantaggi “sibi et suis”. Montagne di euro, a dispetto della condizione di povertà, di emarginazione, di difficoltà sociale ed economica di tantissima gente, e della condizione di crisi delle attività produttive.

 

Dardo

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