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Caccia, botta e risposta in Regione

Sulla questione caccia botta e risposta tra maggioranza ed opposizione in Consiglio regionale dopo la bocciatura del provvedimento in Seconda commissione. “Ho letto che la motivazione del parere negativo espresso sul Calendario Venatorio 2017/2018 dalla II Commissione consiliare sia da attribuire al netto ritardo della presentazione del relativo testo in Commissione rispetto a quanto previsto dal dispositivo legislativo”, scrive il consigliere delegato, Cristiano Di Pietro. “Occorre pertanto, ancora una volta, fare chiarezza e precisare, a dispetto della strumentalizzazione politica sul caso, che il calendario venatorio deve essere approvato entro metà giugno, termine previsto dalla normativa vigente, ma non perentorio. La Giunta regionale del Molise con delibera n. 206 del 06/06/2017 ha espresso parere favorevole sia sul Calendario che sul Regolamento e inviato immediatamente l’atto al Consiglio regionale per l’acquisizione del previsto parere della competente Commissione consiliare la quale si è riunita per licenziare il testo solo dopo tre settimane. Abbiamo lavorato sodo per rispettare i termini previsti dalla legge e fa sorridere ricevere le critiche da chi in passato ha approvato il calendario nel mese di settembre, il giorno prima dell’apertura della caccia. Quanto al Regolamento per la caccia di selezione al cinghiale, l’articolo sostiene che essa non trovi “legittimazione in quanto manca il parere dell’ufficio legislativo (avvocatura regionale), la regione Molise non dispone di una legge regionale sulla caccia, situazione che inficia”. È vero che la legge regionale non prevede questo tipo di caccia individuale, ma come per altre questioni in assenza della legge regionale si fa sempre riferimento a quella nazionale! Motivazioni dunque prive di fondamento che non fanno altro che avvalorare la tesi del semplice e immotivato ostruzionismo. Per mere questioni personali, si danneggia una categoria che nulla ha a che fare con queste inutili rappresaglie politiche di palazzo. Ulteriore dimostrazione di chi, pur di soddisfare i propri capricci e completamente consapevole del potenziale danno, non si ferma davanti a nulla. Noi siamo dalla parte di chi lavora e si impegna, lasciamo queste quisquilie ai detrattori e andiamo avanti per la nostra strada!” Pronta la replica del consigliere regionale, Cinque Stelle, Patrizia Manzo. “Sulla proposta di calendario venatorio per la stagione 2017-2018, l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale) ribadisce che secondo la normativa nazionale le Regioni hanno autonomia solo per quanto concerne la gestione faunistico-venatoria, mentre le tematiche attinenti alla tutela ambientale e la conservazione della natura rimangono di pertinenza statale. Al riguardo, suggerisce di vedere i pronunciamenti su materie specifiche, ma di ampia valenza (come nel caso dell’elenco delle specie cacciabili e dei tempi di caccia), della Corte Costituzionale.
Pertanto, nel trattare gli aspetti tecnici di propria competenza e in considerazione del quadro normativo, l’Ispra ha formulato valutazioni su alcuni temi trattati dal calendario che non ritiene condivisibili sotto il profilo tecnico-scientifico, esprimendo parere sfavorevole.  Per quanto concerne, invece, il regolamento per il prelievo di selezione del cinghiale, bisogna specificare che l’Ispra ha dato parere favorevole al piano di abbattimento e non al regolamento in quanto non di sua competenza, rimanendo tuttavia a disposizione per eventuali integrazioni al piano, relative ad alcune aree critiche, al fine di assicurare la salvaguardia dell’Orso bruno.
Il regolamento, assegnato alla II Commissione consiliare in sostituzione del Comitato per la legislazione non ancora istituito a causa dei ritardi inspiegabili nell’approvazione del nuovo regolamento interno dell’assemblea regionale, non ha riscontrato parere favorevole in quanto non sono pervenuti chiarimenti al fine di verificare che il potere regolamentare sia stato correttamente esercitato, quindi non abbia violato l’articolo 48 dello Statuto regionale. Sono queste le motivazioni, non di poco conto, che non ci hanno messo nella condizione di dare un parere favorevole ai due provvedimenti in questione. Tuttavia, i pareri delle Commissioni non sono vincolanti, anzi ultimamente sembra siano acquisiti più per prassi che per rispetto delle funzioni di uno dei massimi organi della Regione.”

Di Giuseppe Saluppo

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