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Una borsa di studio per approfondire i percorsi devozionali in città

Della Campobasso soffocata dal cemento e dal traffico, caotica e provvisoria, e per molti aspetti improvvisata, che a trovarle  un filo logico neanche a parlarne, che a viverla giorno dietro giorno è un inno alla superficialità e al disinteresse, il consigliere comunale di maggioranza, Michele Ambrosio, ritiene sia giusto offrirne una immagine inedita o, quantomeno, poco nota e poco osservata, che la riporti ad una concezione più intima, cioè vista con occhi attenti e indagatori. Proprio quelli con cui il consigliere ha girovagato in città e nelle periferie e, con l’aiuto dell’obiettivo fotografico, ha scovato e colto angoli riposti nobilitati da immagini sacre, facciate di fabbricati ornate di nicchie devozionali, altarini di strada: una sequenza d’immagini da cui si coglie un ìnsito messaggio di fede genuina e popolare che resiste, anzi si diffonde (considerato il numero rilevato), quasi volesse contrastare il laicismo imperante e richiamare, con estrema discrezione, il cittadino campobassano (sia esso alla guida in macchina o a camminare) a soffermare  lo sguardo ai particolari che lo circondano, alle piccole cose, alle espressioni spontanee che  costellano il territorio senza pennacchi e bandiere. Una Campobasso discreta, appartata, ma viva e presente, esiste, basta saperla cercare. Il consigliere Ambrosio che della vita amministrativa ne fa una destinazione anche di curiosità e pregevolezze oltre che critica e opposizione alle colate di cemento, alle concessioni di favore, agli abusi e ai soprusi, ha comunicato che sulla scoperta “devozionale” sarebbe il caso di istituire una borsa di studio “rivolta alle scuole che vorranno intraprendere un approfondimento su questi “sentieri” di devozione, con l’obiettivo di realizzare una specifica pubblicazione”.  Progetto e proposito apprezzabili, che vanno a muovere lo stagno culturale, l’assenza d’idee e di iniziative, anche di piccolo cabotaggio (e non è certo questo il caso) che in una qualche misura possono dare della città una versione. La premessa alla iniziativa è stata così concepita e descritta da Ambrosio: “Incastonate nei muri degli edifici, ornate all’interno di aiuole o custodite nei giardini, piccole grandi testimonianze di fede “urbana”, costituiscono un ampio motivo di riflessione e di studio. Nascoste agli occhi distratti, la città accoglie decine di riproduzioni “sacre” a presidio di una religiosità popolare che si perpetua negli anni. E così, alzando lo sguardo, ci s’imbatte in santi e madonne a protezione di aree e strade, di parchi e giardini, condomini o semplici aiuole. Un percorso mistico che unisce i quartieri alla città, con Padre Pio in Via Boccardi, Via Monte Grappa e Corso Mazzini; santa Rita in Via Vico; san Michele in Via Veneto; con effigi di madonne in Via Boccardi, Via Gramsci, Viale XXIV Maggio, Viale del Castello, Corso Bucci, Via Garibaldi, Via Tiberio, Via Romagna, Via Calabria e Colle Serano. Questa appena accennata è una fotografia d’insieme, sebbene parziale, che andrebbe approfondita in tutti i suoi aspetti e le sue motivazioni (architettoniche, sociologiche, religiose, storiografiche), per avere un quadro articolato di tutti questi “scrigni” di spiritualità. In tal senso ho inteso coinvolgere la commissione consiliare alla Cultura, per una specifica seduta per la disamina del tema e per proporre che l’amministrazione comunale di Campobasso si determini con la istituzione di  una borsa di studio”.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Alberto Mastrocola

    Sono d’accordo. Ottima idea. Che dalle parole si passi ai fatti: almeno una volta, per questa città.

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