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Bilancio regionale 2017: è come friggere con l’acqua

I numeri son impietosi e questi che ci apprestiamo a trascrivere, con il loro linguaggio crudo e nudo, dicono che la Regione Molise è povera e le poche risorse che può mettere in circolo sono lo specchietto che i cacciatori usano per sparare alle allodole. I numeri sono quelli del Bilancio 2017 coi quali, in assenza di altri finanziamenti, di altri interventi,  di altri contributi e di altri sussidi esterni (Europa e Governo), dovremmo campare. Col rischio accattonaggio. D’altronde, la quasi totalità di coloro che vengono consultati per giudicare il Bilancio e  per dare suggerimenti, rilasciano dichiarazioni di aperto sconforto. Sconfortato sì, ma determinato a fare del Bilancio un serio motivo di dibattito, è il consigliere (ex Pd ed ex assessore della giunta Frattura) Michele Petraroia, capace di fare una sintesi degli stanziamenti e delle destinazioni e da essi ricavare, appunto, una e più argomentazioni  affinché i numeri perdano staticità  e diventino dinamici. Proiettati a sostenere le ragioni che portano a concludere come sia spaventoso il divario tra le attese e le speranze alimentate dal programma di legislatura sottoscritto dalle nove formazioni politiche che hanno dato vita alla coalizione del  2013, e la manovra di Bilancio per il 2017. Allora (il 2013) una rappresentazione enfatica del ruolo della Regione; oggi (2017) la dichiarazione di resa. L’impossibilità di muovere e promuovere sviluppo, crescita e benessere, e la sopportabilità  di una condizione di sopravvivenza nella quale però, a fronte della povertà crescente e  del divario di classe, stridono i 5,7 milioni di euro per il funzionamento del consiglio regionale e 4,7 milioni di euro per il funzionamento della giunta. A dirla più chiaramente, non è accettabile che Paolo di Laura Frattura, Pierpaolo Nagni, Vittorino Facciolla e Carlo Veneziale e l’apparato che li sostiene, pesino sull’erario regionale per oltre 8 miliardi del vecchio conio, ai quali vanno aggiunti  i circa 11 miliardi per i consiglieri di Palazzo D’Aimmo. Queste cifre sono inammissibili e intollerabili nella condizione generale del Molise e dei molisani. Grazie a Petraroia, possiamo pertanto rendere noto che la manovra di Bilancio è di  1.749.035.127 euro, da cui bisogna sottrarre 319.316.420 euro per il Fondo accantonamento.

Sostanzialmente è un Bilancio di 1.419.538.937 euro, “somma delle spese correnti, delle spese in conto capitale, delle partite di giro e del rimborso dei muti e dei prestiti”. Gli importi trasferiti dallo Stato sono 719.050.077 euro per la Sanità, 31.810.920 euro per i trasporti, 25.387.437 euro per l’ambiente, 58.526.642 euro per la quota annua del Fondo Sviluppo e Coesione, 9.232.669 di euro per le Politiche Sociali, 6.112.121 euro per i finanziamenti europei 2014-2020, e 815.000 euro per la cooperazione. Tolte le spese vincolate e le partite di giro, i fondi a libera destinazione su cui si sta sviluppando il confronto con il partenariato socio/economico, le istituzioni locali, le associazioni di categoria e le forze politiche, sono pari a 144 milioni di euro che, in realtà, per la quasi totalità sono vincolati alle spese obbligatorie. Infatti, ai 144 milioni bisogna sottrarre 25 milioni di rimborso dei mutui e dei prestiti; 9.883.000 euro per le restituzioni del disavanzo sugli accertamenti dei residui passivi pregressi; 1.938.825 euro per restituzione di parte dei debiti sanitari posti a carico del bilancio regionale, e 4.647.375 euro per accantonamenti fondi ex legge 118/2011. Sottratti i ratei per i debiti pregressi, restano 100 milioni di euro destinati per 38,5 milioni agli stipendi del personale, 5,3 milioni al cofinanziamento annuo di fondi europei, 4,2 milioni ad altre spese sanitarie, 7,7 milioni ai trasporti, 10,6 milioni agli Enti sub-regionali, 1,8 milioni tra Molise Dati e altri servizi informatici, 7,7 milioni per la centrale unica di committenza, 1 milione per l’editoria, 1 milione per l’emergenza neve, 2 milioni ad altri Enti e Fondazione Molise Cultura, 2,3 milioni all’Avvocatura, 550 mila euro alla Protezione Civile, 5,7 milioni al Consiglio Regionale e 4,7 milioni alla Giunta Regionale. Commenti?

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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