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I baccanali di fine legislatura

Il consigliere regionale Michele Petraroia che in avvio di questa legislatura ha fatto parte della giunta Frattura, per poi dimettersi e confluire in Sinistra Italiana, più si approssima la campagna elettorale per il rinnovo della presidenza e del consiglio regionali, più prende coraggio nell’esprimersi e nel manifestarsi (politicamente). Il suo, però, è un processo di responsabilità inquinato di opportunismo. Forse sarebbe dovuto realizzarsi e manifestarsi subito dopo l’uscita dall’esecutivo, per evitare di arrivare dove invece è arrivato, ma allo scadere della legislatura, con valutazioni trancianti sull’operato del presidente Frattura e della maggioranza di centrosinistra. Le denunce di Petraroia di oggi, fatte a tempo debito, cioè nella fase in cui i ritardi di gestione, le mattane amministrative della giunta, i provvedimenti legislativi strampalati, gli strumentalismi comportamentali e gli interessi particolari fatti prevalere a danno di quelli generali, probabilmente qualche errore, tra i tanti che sono stati commessi, lo avrebbero evitato o, comunque, avrebbero segnalato al colto e all’inclita il progressivo distacco dell’intera maggioranza di centrosinistra dal documento programmatico sul quale la coalizione aveva trovato la sintesi. Pertanto, di opportunismo può essere investito anche lui, il consigliere di Sinistra Italiana, sebbene sia la unica e sola voce davvero densa di contenuti politici, di valutazioni critiche e di accuse di inefficienza documentate a carico della giunta (di cui, ripetiamo, ha fatto parte) e della maggioranza di centrosinistra. Oddio! Ciò che dice Petraroia dovrebbero dirlo i partiti di opposizione ma questi sono afflitti da inedia e impotenza. Le parole di Pietraroia, quelle che descrivono  “I baccanali di fine legislatura” (la Regione Molise è priva di un direttore generale per il mutato assetto organizzativo ma vacilla come un fuscello al vento nella strutturazione dirigenziale col principale Dipartimento – Bilancio e Personale –  scoperto da 15 mesi  e con una serie innumerevole di Servizi dirigenziali assegnati ad interim o in supplenza; un esiguo numero di dirigenti colleziona una molteplicità di incarichi interni, cui vengono sommate nomine commissariali di Enti bub-regionali, Agenzie, Istituti o Consorzi, in un groviglio paludoso che genera inefficienze, ritardi e penalizzazioni per gli operatori economici, i cittadini e le imprese), sono parole dure, a tratti impietose. Sarebbero sufficienti da sole a stabilire il clima di irresponsabilità con cui si va chiudendo il mandato popolare. Ma volendo sostenere la necessità (per una realtà socio-economica e culturale marginale come il Molise)  di avviare e sperimentare una cooperazione rafforzata con la Regione Abruzzo su alcune materie, Petraroia non ha potuto fare a meno di dimostrarla (la necessità) andando a scoprire tutte le altre magagne politiche e amministrative che hanno fatto del quinquennio di centrosinistra a Palazzo Vitale e a Palazzo D’Aimmo i peggiori della storia molisana dal giorno del riconoscimento del Molise ventesima regione italiana. Dice a chiare lettere il consigliere: “I rilievi della Corte dei Conti sul bilancio consuntivo del 2016 che arriva all’esame dell’Aula con mesi di ritardo, sono solo parte delle disfunzioni e dei disservizi che l’amministrazione regionale produce con le assenze ai tavoli tecnici preparatori delle Commissioni della conferenza Stato – Regioni, con bandi europei rimasti impigliati, coi fondi bloccati e con i provvedimenti incomprensibili come quello adottato in giunta il 30 dicembre del 2016 sui 20 milioni assegnati dal Governo per saldare i pagamenti della mobilità in deroga. Ad oggi quei fondi sono tutti bloccati insieme ai 47 milioni del Fondo sociale europeo 2014-2020, a parte dei fondi ministeriali per la non autosufficienza, ai fondi del Patto per il Molise, alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, alla gran parte dei 101 milioni del Fesr 2014-2020 e a stanziamenti nazionali per opere pubbliche, dissesto ambientale e di incentivi allo sviluppo”. Il riassunto dei fondi non utilizzati non fa una piega né un’omissione. La giunta Frattura ha avuto il cinismo di tenere le risorse finanziarie bloccate per anni con l’obiettivo di liberarle, come sta facendo, in prossimità delle nuove elezioni regionali; per usarle come strumento di pressione sulle categorie produttive  e per clientela politica. Sono di questi giorni infatti gli annunci relativi alla proroga in favore di 300 precari nella Sanità, le prossime assunzioni a Molise Acque, i decreti e le determinazioni sul Patto per lo sviluppo del Molise (approvazione degli schemi tipo dei disciplinari di concessione di finanziamenti e degli obblighi per le tipologie d’intervento nell’acquisizione dei beni e servizi, nell’erogazione di finanziamenti/aiuti e nelle opere pubbliche). Tutto ciò per Petraroia e per i molisani benpensanti, per i cittadini onesti intellettualmente e liberi nel giudizio, “sigilla una legislatura opaca, col programma elettorale del 2013 buttato via in corso d’opera, con l’ostentazione del potere come unico strumento di gestione del consenso, con  l’avallo alle peggiori controriforme nazionali, e con l’indebolimento della già fragile credibilità della Regione Molise sia all’interno che all’esterno dei confini regionali”. Impossibile, ancorché superfluo, aggiungere altro.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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