Home / Politica / Avremo una sanità caritatevole: moriremo amorevolmente assistiti!

Avremo una sanità caritatevole: moriremo amorevolmente assistiti!

E’ la solita storia. Sempre uguale, sempre ugualmente motivata: “Esaminati  i fascicoli professionali dei dipendenti regionali in possesso di adeguata qualificazione culturale (diploma di laurea in Giurisprudenza, Scienze della Comunicazione, Psicologia, Ingegneria e/o architettura e/o diplomi di laurea equipollenti), con eventuali specializzazioni nelle materie di management, programmazione, gestione dei servizi e delle aziende; accertato che allo stato – tenuto anche conto del complesso degli incarichi di funzione attualmente esercitati – l’esiguo numero dei dipendenti regionali potenzialmente utilizzabili risulta incardinato in processi di lavoro parimenti strategici per l’Amministrazione regionale e non suscettibili di depauperamento in termini di risorse umane a essi dedicate”,  è necessario prevedere il conferimento di appositi incarichi di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).  Sempre e solo questa motivazione e mai nessuno che abbia davvero verificato se corrisponde al reale stato di fatto. Con questa formula stereotipata e mai verificata, la Regione assume  all’esterno le energie professionali a sostegno di progetti e programmi. Un modo elegante di fare clientela. Tra avvisi pubblici e graduatorie stilate, si calcolano in circa 300/400 i soggetti attualmente interessati e speranzosi di avere un incarico, di fornire una collaborazione, di avere un rapporto a tempo determinato con la Regione,  che in genere vanno dai due ai tre anni. Non c’è dipartimento regionale che non abbia bisogno di collaborazioni esterne. Non fa eccezione la direzione generale per la Salute, di cui è responsabile Marinella D’Innocenzo, chiamata a realizzare il progetto denominato “Costituzione di un modello regionale di umanizzazione basato sulla valutazione, sulla formazione e su interventi specifici in ambito sanitario”. Un progetto decisamente fuori dall’ordinario in una realtà sanitaria in cui si lamentano disservizi, liste d’attesa infinte, tagli di reparti ospedalieri, problemi gestionali di ogni genere e qualità che mortificano e avviliscono soprattutto i ricoverati. Una sanità gravata dal deficit finanziario, dai commissari e dai sub commissari e che, però, – udite!

udite! – vuole  avviare un processo organizzativo in base al quale il malato è posto al centro dell’attenzione e della cura, passando quindi dalla visione del malato quale “mero portatore di una patologia” ad una organizzazione nella quale il malato è inteso “come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute”. Proprio così. Avremo dunque una sanità umanizzata, caritatevole, che si porrà il problema di  avere cura dei sentimenti, delle conoscenze e delle credenze che il malato ha della propria salute. Moriremo amorevolmente assistiti! Se a conclusione di questo  progetto riccamente finanziato avremo il malato non più “mero portatore di una patologia” ma “persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute”, alleluia!  Per intanto si sfrutta il finanziamento e si assume un po’ di gente, visto che all’interno dell’organico regionale non c’è gente a sufficienza e qualificata che faccia al caso. La D’Innocenzo s’è fatta i conti, ha valutato le attività di assistenza e di supporto tecnico specialistico, di raccolta, analisi e interpretazione dei dati necessarie per realizzare l’umanizzazione del malato, ed ha stabilito che le servono  5 collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.) a supporto suo e del progetto denominato “costituzione di un modello regionale di umanizzazione basato sulla valutazione, sulla formazione e su interventi specifici in ambito sanitario”, per un periodo di 24 mesi. E a questo scopo, il 25 novembre 2016, la direttrice del Secondo dipartimento, Mariarosaria Simonelli, ha approvato l’apposito avviso pubblico.

Dardo

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Infrastrutture, ora possiamo procedere. Sbloccati i fondi”

Infrastrutture, ora qualcosa sembra muoversi. E’ diventato operativo, infatti, il piano sviluppo e coesione 2014-2020, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*