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Dopo aver sognato nuove incoraggianti vittorie i rossoblù sono stati travolti dal San Nicolò Che brutto risveglio

di GENNARO VENTRESCA

Il mondo dei calci d’angolo è pieno di progetti e di miraggi, i tifosi per questo sono felici di navigare in quei mari. Non c’è affare sfortunato che il nostro club, nel novero dei cambi di ragione sociale, non abbia intrapreso. Abbiamo incontrato sulla nostra strada sconfitte a ripetizione, retrocessioni, radiazioni, visite di ufficiali giudiziari, sedicenti manager che ci hanno buggerato, bidoni contrabbandati per giocatori dai muscoli di seta.

Così, capita che in una domenica assolata, davanti al pubblico che potrebbe stare comodamente anche in un campetto di paese, i nostri ragazzi si squaglino, davanti a un San Nicolò attento e svelto.

Certo, cinque pere raccolte dal portiere Capuano sono sicuramente tante. In casa, ci sono stati anche alcuni precedenti di tale rilevanza. Come quello col Ceccano, in cui i laziali, col Campobasso impegnato a inseguire il solitario Lanciano, ci mostrarono la “manita” anche se ne beccarono tre.

Di giornate storte è pieno il mondo dei calci d’angolo. Il milionario Mou, alla guida del Real, non certo dell’Osasuna, dovette fare i conti con un roboante 5-0  subito per mano dell’odiato Barcellona. Lo stesso Mou, nonostante i tanti milioni spesi, non solo per Pogba, ne ha beccati appena quattro dal Chelsea di Conte. E per spostare l’attenzione dei tifosi dello Unided ha schernito Conte reo di aver esultato in modo eccessivamente teatrale, ai gol della sua formazione.

Può capitare quindi al modesto Campobasso di stagione di “non scendere in campo”. Tanto per usare una frase per spiegare con parole semplici una giornata di totale blackout.

Non sarà facile per il pur paziente Novelli rimettere a posto i pezzi. Specie se le condizioni fisiche di Meduri saranno ancora  carenti. Inutile nasconderlo: senza quel punto luce in mezzo al campo la nostra squadra  è veramente povera cosa.
Nel leggere il foglio delle  formazioni si è visto subito che Novelli non ha potuto fare scelte migliori: gli mancava anche il convincente Grazioso. Tolti i tre che sono andati in campo c’era in panchina, nel ruolo di centrocampista, peraltro con attitudini più offensive che di contenimento, il giovanissimo Mulatero. Ragion per cui…

C’è un particolare, non di poco conto. La piazza avrebbe avuto bisogno di ricevere qualche altra spinta per riaccendersi intorno alla nostra squadra. La pesante disavventura di domenica l’ha fatta ulteriormente raffreddare. Gioco forza si dovranno fare i conti con una tifoseria azzoppata che potrà puntare su un gruppetto di giovanotti che a fine partita hanno scelto di applaudire i ragazzi in maglia gialla. Maglia che evidentemente non era il sacro amuleto portafortuna, come da più più parti si era pensato.

Di Virginia Romano

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