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Arturo Brachetti a Palazzo San Giorgio? “Trasformata” la destinazione d’uso di un veicolo della polizia locale

di Claudio De Luca

 

Il Collegio dei Revisori dei conti del Comune di Campobasso ha “censurato” l’acquisto di un’autovettura acquistata, nel 2016, utilizzando impropriamente le risorse dei proventi contravvenzionali; ed ora la vicenda si ritrova ad essere “incartata” dinanzi alla Procura della Corte dei Conti. Della questione avevano già riferito i consiglieri dell’M5s secondo cui il veicolo era stato acquisito con proventi a cui non si poteva attngere (se non per i fini istituzionali della Polizia locale). Nella sostanza le somme in questione sono vincolate in forza dell’art. 208 Cds. Una volta acquisito il bene, il dirigente generale Antonio Iacobucci, baipassando le competenze del suo omologo di settore Matteo Iacovelli, aveva ottenuto l’aggiornamento del cambio di destinazione d’uso del veicolo col risultato che l’autovettura è stata di seguito utilizzata da chiunque, e non solo dai “Berretti bianchi”.
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Per meglio comprendere l’intricata situazione, è opportuno inquadrarla da un punto di vista tecnico-contabile. I Comuni devono collocare in bilancio i proventi delle sanzioni pecuniarie destinando il 50%: 1) al miglioramento della mobilità cittadina; 2) ad assunzioni stagionali a progetto; 3) al potenziamento ed al miglioramento della segnaletica; 4) alla redazione dei piani urbani del traffico e di quelli per la viabilità extraurbana; 5) alla fornitura di mezzi tecnici per i servizi di polizia (“et alia”). Le entrate in questione possono essere destinate anche alla realizzazione di interventi relativi alla mobilità ciclistica e, in misura non inferiore al 10%, ad iniziative per la sicurezza della circolazione a tutela di anziani, di disabili, di pedoni e di ciclisti. Derogando al principio di unità (che pretende di destinare indistintamente alle spese tutte le entrate iscritte in bilancio), il legislatore ha voluto introdurre un vincolo di specifica finalizzazione dei proventi in questione al fine di correlare parte delle somme ad interventi di miglioramento della mobilità locale. Perciò ha imposto che i documenti contabili comprendano la corretta rappresentazione degli importi delle sanzioni con evidenziazione, per la parte vincolata, degli appositi capitoli di spesa correlati alle voci di entrata. Per di più ha preteso l’adozione di un’apposita deliberazione giuntale che, in sede di predisposizione dei documenti di programmazione e contabili, definisca – per ciascuna tipologia prevista – le quote soggette a vincolo, invitando a trasmettere il tutto ai Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e dell’interno a cui dovrà essere pure rendicontato  il movimento ed i saldi relativi. Nella sostanza, la “ratio” del precetto è duplice. Consente: a)) di perseguire la finalità di accrescere la sicurezza, imponendo alle Amministrazioni di utilizzare una parte delle risorse per interventi “ad hoc”, sia attraverso l’educazione degli utenti sia tramite interventi diretti a rendere più sicuro l’utilizzo delle vie pubbliche; b) di perseguire un fine di natura contabile, sotteso a garantire gli equilibri di bilancio, evitando che possano essere destinate a spese correnti, di natura stabile e ricorrente, entrate che – invece – sono tendenzialmente aleatorie ed incerte nel loro ammontare. Difatti tali proventi, di “natura eccezionale e straordinaria”, non sono correlati ad alcuna previsione normativa che assicuri flussi costanti e periodici in entrata ma rimangono semplicemente influenzati dalla presumibile predisposizione degli automobilisti a trasgredire le regole.

Ma non finisce qui perché, una volta acquistato un autoveicolo destinato alla Polizia locale, i Comuni rimangono legittimati a chiedere alla Regione Molise (art. 20, l. n. 12/1990) un rimborso per l’acquisto di attrezzature e mezzi, naturalmente nei limiti delle risorse stanziate in bilancio. I contributi vengono concessi sulla base di un programma annuale di finanziamento approvato dall’Assemblea di Palazzo d’Aimmo, previo parere del Comitato tecnico, dando precedenza alle richieste presentate da Associazioni o Consorzi per il Servizio in questione. La misura del contributo non può superare il 50% della spesa necessaria, elevabile al 70%  nel caso che il ristoro venisse richiesto dalle Unioni. Chi intenda fruire dei benefici dovrà, entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno, inoltrare domanda, sottoscritta dal Sindaco, indicante l’attrezzatura che si intende acquistare, l’uso cui sarà adibita, il costo, la sua utilizzazione ai fini del potenziamento di strutture preesistenti, nonché la somma richiesta e i mezzi per far fronte alla copertura finanziaria della spesa eccedente la misura del contrbuto ammissibile. Se il quadro legislativo è questo, i consiglieri dell’M5s prima, i componenti del Collegio dei Revisori dei conti dopo, avevano ogni motivo di protestare e di censurare, chiedendo agli organi competenti della Giustizia contabile l’emanazione di tutti i provvedimenti che il caso richiede. Ora l’opinione pubblica attende di conoscere le decisioni della Corte dei conti; ed il cons. M5s Gravina punta il dito sul comportamento del Direttore generale di Palazzo S. Giorgio “che mostra di fare ciò che più gli aggrada, praticamente ritenendosi sciolto da ogni vincolo”.

Di Giuseppe Saluppo

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