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Arsarp (Sviluppo agricolo) ed Eres (Case Popolari), ancora commissari

Per chi avesse dei dubbi sulla difficoltà a legiferare e ad amministrare da parte della maggioranza di centrosinistra alla Regione Molise, a risolverli gli vengono in soccorso due recentissimi decreti del presidente della giunta Paolo di Laura Frattura. Entrambi riguardano il prolungamento del regime commissariale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca (Arsap) e dell’Ente regionale per l’edilizia sociale ( ErEs). Sia l’Agenzia che l’Ente sono il derivato di due distinte riforme operate nel corso del mandato elettorale da Frattura, e da chi lo sostiene, nella fase in cui sono stati colti dalla furia iconoclastica contro tutto ciò che poteva risalire ai meriti e/o alle colpe di Michele Iorio. Vi hanno messo mano ipotizzando e annunciando mirabilie: efficienza, trasparenza, incisività, e risparmio: la proposta del Molise chiamato ad operare una svolta, a raggiungere una nuova frontiera: democratica, partecipativa, saggia e responsabile. Il capovolgimento di oltre un decennio di governo di centrodestra realizzato da Michele Iorio, al punto da farne addirittura una formula amministrativa e gestionale: lo iorismo. Contro cui nella ultima campagna elettorale vinta da Frattura, sono state aperte le scaturigini della violenza verbale e della demagogia. Riformare è stato il verbo più declinato e in parte utilizzato del dopo Iorio. Declinato soprattutto male. Arsarp ed ErEs: riforme fatte passare per “rivoluzionarie” e come tali assistite nella loro fase di maturazione da non pochi sostegni ideologici di una sinistra contrabbandata per riformista, ma sostanzialmente per taluni aspetti veterocomunista (Salvatore Ciocca), e per altri falsamente liberista (a cominciare da Frattura). Ebbene, a riforme varate, sia l’Agenzia per l’agricoltura che l’Ente per l’edilizia sociale si ritrovano amministrati e gestiti da commissari straordinari che di fatto sono la negazione di tutte le premesse (anche ideologiche) che hanno fatto da prologo alle motivazioni politiche, amministrative, sociali ed economiche per cui le riforme si erano rese necessarie: efficienza, trasparenza, incisività, e risparmio. La giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra, a distanza di anni dalle riforme, non sono nella condizione di nominare gli amministratori, cioè di realizzare l’obiettivo per cui si erano spesi ed avevano fatto balenare agli occhi dei molisani una diversa ed efficiente maniera di incidere nello sviluppo dell’agricoltura e nella politica della casa. Specchietti per le allodole. A conti fatti, si può parlare di fallimento, di incapacità, di assenza di responsabilità, di turlupinatura. I commissari straordinari, per quanto bravi ed operosi, non hanno titolo alcuno al di fuori dell’ordinarietà amministrativa. Che equivale alla mortificazione di tutte le aspettative create intorno all’Arsarp e all’ErEs. Ancora una volta, quindi,  il gioco delle parti e gli interessi politici personali degli amministratori regionali nelle nomine dei vertici degli enti strumentali, sono anteposti all’interesse del bene collettivo. Commissaria all’Arsarp è la dirigente (ex Amministrazione provinciale) Gabriella Santoro (a titolo gratuito), e all’ErEs Nicola Lembo (senza specificazione se il mandato sia gratuito oppure oneroso), nonché commissario liquidatore degli ex Istituti autonomi delle case popolari.

Di Giuseppe Saluppo

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