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Area di crisi, c’è l’accordo

“Area di crisi complessa, la grande opportunità per rilanciare la nostra economia attraverso la ripresa produttiva e la risalita dei livelli occupazionali: presentiamo al partenariato molisano, per la più ampia condivisione, l’accordo di programma per l’attuazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale”. Così, il presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura in apertura del Tavolo di confronto tra le parti. “Prospettive e risorse e soprattutto bandi: ne abbiamo ora quattro, per l’autoimpresa e per l’innovazione tecnologica. Abbiamo costruito gli strumenti attuativi con rapidità, altrettanta celerità metteremo per arrivare ai decreti di concessione entro fine anno.  Il tutto mentre si sta perfezionando anche l’impegno per la filiera avicola con il contratto di sviluppo del gruppo Amadori”. 71 sono i milioni previsti nel Piano regionale , 15 milioni da valere sulla legge 181 del 89 e che riguarda l’incentivo per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore, 21 sui Fesr , altri 15 sono destinati alle infrastrutture ancora 15 dedicate al Patto  per il Molise e 10 per le politiche attive.

Un calderone per sindacati che confonde. La triplice si posizionerà di traverso al plauso dell’esecutivo.  Diverse le problematiche che le associazioni di categoria sollevano  fermo restante la distinzione da evidenziare dei 71 milioni. Solo 15 sono indirizzati all’area di crisi complessa. Cifra assolutamente ridicola per i sindacati se si pensa che l’investimento ammonta a 1 miliardo e 600mila euro. Ma altre criticità sono state sollevate nel corso del confronto sulla questione del metodo. Primo tra tutti quello che riguarda gli ammortizzatori sociali in scadenza. Il rischio è che ci sarà un numero corposo di lavoratori che non riesce a legarsi al piano di investimento. Servono, hanno sostenuto i sindacati, uno strumento complesso e non ordinario per risolvere la questione dei lavoratori che resteranno senza sostegno economico.

E, poi, ancora, come già anticipato più volte il numero dei lavoratori è ancora sconosciuto proprio perché manca ancora la profilatura degli stessi. E mancando il numero esatto dei lavoratori come è possibile hanno sottolineato i rappresentanti delle sigle sindacali ripartire le risorse ? Per l’esecutivo regionale, però, si tratta di questioni che sono in fase di risoluzione a partire, proprio, dalla profilatura dei lavoratori al momento esclusi dai processi lavorativi. “Un impegno serio – ha sostenuto l’assessore regionale alle Attività produttive. Carlo Veneziale – che potrà garantire una fase di ripresa del sistema economico molisano con solide garanzie per il futuro”

 

Di Giuseppe Saluppo

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