Home / Politica / Approvato a maggioranza in seconda convocazione il bilancio comunale 2017

Approvato a maggioranza in seconda convocazione il bilancio comunale 2017

Sono stati sufficienti 16 consiglieri per approvare il bilancio comunale per l’anno in corso e ancora una volta in seconda convocazione che risulta essere una scappatoia regolamentare che avvilisce il significato politico e amministrativo delle scelte e delle approvazioni della maggioranza. In questo caso ha liberato il sindaco e il centrosinistra della necessità di avere i 21 voti che avrebbero sancito la volontà uniforme ed univoca della maggioranza, compresa quella dell’ultimo acquisto, Michele Coralbo, che però ha avuto il buongusto di non essere presente, altrimenti costretto a ridicolizzare gli anni svolti da oppositore del sindaco Battista e moralizzatore della cosa pubblica. Fosse stato costretto ad avere 21 voti, il bilancio non sarebbe mai stato approvato. Alla votazione, abbandonando l’aula, si sono sottratti i consiglieri del movimento 5stelle in aperto conflitto di metodo e di merito con il sindaco, definito dispotico; hanno votato conto 4 consiglieri del polo civico (Di Bartolomeo, Pilone, Cancellario e Tramontano); assenti al voto i consiglieri di maggioranza Ambrosio, Iafigliola, Madonna e Landolfi. A verbale, il consigliere Ambrosio ha lasciato affermazioni che esprimono il disagio dell’amministratore, certo, ma anche del cittadino comune che attende di avere dall’amministrazione provvedimenti destinati a migliorare i servizi, l’assistenza, la sicurezza e la trasparenza. “Un bilancio inattendibile che ancora una volta non ha messo mano alle decine e decine di milioni di euro dei residui attivi e passivi, che si basa su un risultato anch’esso dubbio visto che l’ente, per la prima volta dal 2014, delibera il bilancio di previsione senza avere approvato prima il rendiconto dell’anno precedente (prima il tetto e poi le fondamenta!) e che con spregiudicatezza politica ed imprudenza amministrativa ignora le passività latenti. Un bilancio che, ancora una volta, con arroganza istituzionale e politica, non tiene conto delle risoluzioni adottate nelle commissioni consiliari, delle indicazioni formulate dalle forze politiche e dai consiglieri comunali quali interpreti della volontà cittadina, tranne coloro che devono pagare dazio o che si sono dovuti prostrare al sindaco, abdicando al loro “munus publicum”. Un bilancio che, ancora una volta, vede il consiglio comunale, relegato a mero organo ratificatore di decisione altrui, rinnegare il suo ruolo d’indirizzo e di controllo politico-amministrativo e la sua funzione di programmazione. Un bilancio che ancora una volta registra il mancato apporto costruttivo dei gruppi consiliari violando tutti i principi etici, statutari, di democrazia, di decenza e di coabitazione.” Bilancio ingessato, chiuso a qualsiasi contributo, preconfezionato dalla giunta e ratificato da un consiglio sempre più delegittimato nel suo ruolo e nelle sue funzioni. Diciamolo: il destino della città capoluogo di regione non può essere riposto nelle mani di solo 16 amministratori e, per di più, ridotti all’ubbidienza.

Dardo

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Boccardo: “Non lasciamoci sfuggire la Zona economica speciale”

“Si susseguono a Roma gli incontri per mettere a punto i contenuti dei decreti attuativi …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*