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Aperte le buste del concorso d’idee per le nuove scuole a Campobasso. Sgombrato il campo dagli inghippi tecnici e burocratici della tangenziale Nord

Un lampo, nel buio amministrativo di Palazzo San Giorgio:11 milioni di euro da investire per ricomporre il patrimonio scolastico della città. Ieri sono state aperte le buste del concorso d’idee bandito dal Comune per avere dal mondo della progettazione le migliori proposte possibili per recuperare le strutture scolastiche recuperabili, per abbattere e ricostruire le strutture scolastiche deperite e non più agibili. L’una cosa e l’altra nel giro di qualche anno dovrebbero dotare la città di Campobasso di scuole sicure, moderne, attrezzate. L’investimento finanziario è notevole, commisurato alla gravità della situazione che vede molti edifici scolastici di competenza del Comune (asili nido, scuole elementari e medie) con gravi deficit di agibilità e sicurezza. Si era parlato di realizzare un polo scolastico, ossia un insieme di strutture in una sola area (Selvapiana?) in cui accentrare l’intera popolazione scolastica. S’è preferito invece intervenire dove le scuole ci sono, ristrutturare e recuperare quelle che già hanno avuto interventi migliorativi, abbattere e ricostruire quelle irrecuperabili creando un nuovo patrimonio edilizio scolastico in linea con gli standard nazionali ed europei. Il concorso d’idee è servito a questo, ad avere un ventaglio di proposte da valutare puntando alle soluzioni migliori. Sarà la commissione tecnica composta dall’architetto Civerra  della Soprintendenza del Molise, dall’architetto De Camillis e dall’avvocato Iacovelli del Comune di Campobasso, a stabilire quale l’idea migliore da sviluppare successivamente in progettazione definitiva. Il vincitore, infatti, sarà anche il progettista e, crediamo, il direttore dei lavori, per risparmiare sulle spese generali. Scuole sicure, quindi, in prospettiva. Diciamo di qui a tre anni, se non ci saranno inghippi, intoppi e difficoltà. Secondo il top manager Iacobucci la scelta del concorso d’idee e dell’assegnazione dell’incarico di progettazione al vincitore, corrisponde alla velocizzazione delle procedure e alla messa a riparo da possibili ricorsi. Staremo a vedere. Le aree urbane interessate alla rivalutazione degli impianti scolastici sono quelle corrispondenti al Quartiere Cep, al Quartiere Vazzieri e a Via Crispi. Il valore economico delle strutture scolastiche di Via Kennedy e di Via D’Amato, dismesse da tempo, va ad aggiungersi agli 11 milioni di euro. Ciò significa che quei volumi edilizi potranno rientrare nella disponibilità di chi recupererà e costruirà le nuove scuole. Una sorta di contropartita a eventuali maggiori costi e nuove esigenze logistiche. Sul caso i pareri sono discordi.  Non sono pochi coloro che ritengono questa concessione un eccessivo favore all’imprenditore. Altri invece lo considerano un incentivo alla gara d’appalto. Al di là delle valutazioni e delle considerazioni che si possono creare intorno alle scelte del Comune, siamo di fronte alla prima vera azione programmatica, al primo contributo tecnico/amministrativo in favore della città nel corso di questa sindacatura per molti altri versi carente d’iniziative, balbettante, priva di slancio e (guarda caso) d’idee. Per averle, sono dovuti ricorrere ad un apposito concorso! A volte le buone notizie, come i guai, non vengono sole. Difatti, un altro problema lungodegente – il tratto conclusivo della tangenziale Nord in ballo dal 1983 – pare sia stato risolto. L’amministrazione di Palazzo San Giorgio avrebbe sanato tutte le pendenze tecniche, burocratiche e legali che gravavano sui lavori realizzati e su quelli da realizzare. Pertanto, sgombrato il campo, l’opera può essere finalmente portata a conclusione. In una realtà come quella molisana in cui la tempistica è una scienza sconosciuta, in quasi mezzo secolo è lecito arrivare ad avere un anello stradale di circonvallazione completamente praticabile. Eureka!

Dardo

Di admin

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