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Anche il centrodestra firma la mozione di sfiducia a Frattura

L’iniziativa politica che tende a sfiduciare il presidente della giunta regionale Paolo di Laura Frattura impigliato in procedimenti giudiziari e in quello in corso a Bari per calunnia nei confronti della giornalista Petescia e del magistrato Papa, appartiene ai consiglieri del Movimento Cinque Stelle Federico e Manzo. A rimorchio si sono aggregati i consiglieri Michele Iorio, Nicola Cavaliere, Angiolina Fusco Perrella e Giuseppe Sabusco. L’iniziativa politica si irrobustisce, ma non è ancora sufficiente a detronizzare il presidente dallo scanno di Palazzo Vitale. Si rendono necessarie altre adesioni non tanto in calce alla mozione quanto al momento di elevare la morale politica al di sopra della morale corrente votando contro la permanenza di Frattura alla presidenza della giunta. La vicenda  in cui il presidente è finito, raccoglie con estrema puntualità gli elementi giuridici, amministrativi e di opportunità politica che reclamano la sua uscita di scena. Se fosse meno convinto che il potere di cui è titolare gli possa fare da schermo, preservarlo da critiche e contestazioni in quanto esercente una titolarità che concepita in chiave assolutistica, non si apre ad alcuna insidia, ma si rafforza in se stessa, diventando una corazza imperforabile, si sarebbe dimesso spontaneamente come avrebbe fatto chiunque altro al suo posto dotato di valori etici e di senso  di responsabilità.  La politica, della sentenza di Bari,  ne fa uso certamente a sproposito, ma nel terreno melmoso in cui il presidente Frattura si muove, prevalgono il suo personale interesse a rimanere in sella e quello dei suoi colleghi di maggioranza a non perdere di un solo giorno la prebenda. D’altronde in Italia è il Parlamento ad essere ricettacolo di indagati, indiziati e condannati cui viene data la possibilità di restare  ad esercitare una missione che costituzionalmente esige onore e disciplina. Al pari di chiunque, in chiunque altra istituzione, delegato alla pubblica amministrazione.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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