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Amicone: “L’artigianato muore senza investimenti e privo di incentivi”

Il rappresentante del Coordinamento dei lavoratori dell’Artigianato della UIL, Marco Amicone, interviene in merito alla questione della crisi che ha colpito anche il settore dell’artigianato in Molise: “Nella nostra Regione abbiamo una intero comparto produttivo che sta precipitando nel disinteresse generale. E si tratta di uno dei settori sui quali la nostra Regione davvero potrebbe scommettere e investire per tradizione, professionalità e vocazione:quello dell’Artigianato. I dati presentati dalla CGIA di Mestre sulla crisi che sta attraversando il settore e quello della piccola produzione, difatti, sono inequivocabili. L’unica categoria economica che continua a registrare un netto calo delle imprese attive, nonostante una moderata ma stabile ripresa dell’economia, è proprio questa.” Così il rappresentate del Coordinamento dei lavoratori dell’Artigianato della UIL, Marco Amicone che prosegue – “e se il trend italiano degli ultimi anni calcolato dallo studio dell’Ente è poco rassicurante, quello molisano è ancor peggio. I numeri che emergono, difatti, sono più che preoccupanti e ufficializzano quanto già da tempo si percepiva: difficoltà nella produzione, nell’accesso al credito, assenza di iniziative economiche di sostegno al comparto. Un mix tremendo che ha portato l’artigianato molisano ad essere la quarta regione in Italia per decrescita del settore con il 13,2% nel periodo 2009-2017, con una flessione del dell’1,1 solo nell’ultimo anno e con un totale di 1004 attività che hanno tirato i remi in barca. La contrazione è manifestata in tutti i settori dell’artigianato, ma è più forte nei trasporti, nell’edilizia e nella lavorazione del legno. Unici settori che riescono a fronteggiare la crisi produttiva, quelli vicini al mondo della cura della persona con parrucchieri ed estetisti che riescono a sopravvivere, seppur con difficoltà. Eppure, fino ad alcuni anni fa, il finanziamento con risorse pubbliche di insediamenti produttivi specifici e delle aree artigianali lasciava ben sperare per un migliore avvenire, ma purtroppo, tranne che per alcune sparute realtà, di quelle iniziative restano solo gli annunci del periodo!. Tra le cause di questa forte caduta sicuramente la ormai nota crisi economica, il calo dei consumi, le tasse, la burocrazia, la mancanza di credito e l’impennata del costo degli affitti. Oltre alla politica aggressiva della grande distribuzione e il commercio on-line, che sicuramente hanno contribuito ad un quadro già complicato.  Siamo a un bivio, dunque, ha proseguito il rappresentante della Uil, che impone di scegliere la strada della ripresa, abbandonando quella della distrazione fin ora percorsa per anni. In Molise è necessario uno scatto vero e tangibile da parte di tutti i soggetti che possono partecipare alla ripresa del settore, partendo dalla Regione Molise e il suo Assessorato al ramo, passando per le Camere di Commercio e all’Ente Bilaterale che coinvolge le associazioni datoriali e i sindacati, per finire alle amministrazioni locali.  Ognuno può e deve fare la propria parte, mettendo a disposizione risorse e accompagnando i nostri artigiani in percorsi che puntino alla ripresa produttiva, offrendo assistenza con sportelli e uffici che sostengano quanti sono attivi nel settore, avviandone di nuovi, promuovendo le numerose iniziative che già sono attive e a disposizione degli artigiani, ma forse da sostenere con più metodo e capillarità.  Una crisi nella crisi che non può esser più ignorata  e anche su questo bisogna intervenire, facendo in modo che anche il settore dell’Artigianato e i suoi operatori rientrino nelle politiche di sviluppo che stanno interessando le Aree di crisi regionali, dando loro una concreta chance. Il Coordinamento Artigiani della UIL, dal canto suo, ha concluso Amicone insisterà affinché quel tessuto produttivo sia riconsiderato come merita, attivandosi già dalle prossime settimane con iniziative di promozione a favore di quanti lavorano nel settore, con il fine di promuovere al massimo le provvidenze e le agevolazioni a cui gli artigiani già possono accedere, ma cercando un dialogo con le istituzioni che possa davvero confortare un mondo non sufficientemente tutelato e protetto, nonostante la sua storia, le sue potenzialità, la sua bellezza.”

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Maria Diletta Benincasa

    Certo, poi non si vede l’ora di aprire un supermercato o un centro commerciale, o far pullulare le strade del centro di bar e pizzerie dove prima sorgevano falegnami, calzolai, sarti, piccoli negozi di alimentari, ed ecco servito il disastro. C’è solo da mettere la testa sotto la sabbia dalla vergogna.

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