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Altro potere e altre risorse finanziarie al Dipartimento della presidenza della giunta

 

L’avvio sempre più prossimo e concreto  del Programma Operativo Regionale (Por) del Fondo europeo per lo sviluppo e del Fondo sociale europeo (Fesr e Fse) 2014-2020 (centinaia di milioni di euro), che la Commissione Europea ha approvato il 14 luglio 2015, ha fatto drizzare le orecchie al presidente della giunta spingendolo ad avvicinare alle sue strutture dirigenziali e organizzative il governo di quella ingente risorsa finanziaria e i relativi modelli operativi, onde renderli – si spera – funzionali allo sviluppo economico del Molise e alla pratica delle politiche sociali, ma, forse, e soprattutto, funzionali alla campagna elettorale del 2018.  Frattura, avendo tra l’altro due assessori su tre suoi dipendenti, essendo stati presi dall’esterno, quindi restituibili in ogni momento alla società civile da cui provengono, è il “deus ex machina”. Egli fa ed egli disfa l’impianto dell’Ente seguendo una tempistica che, ribadiamo, risponde preponderatamente alla logica del suo personale interesse politico. Con la legge regionale del 4 maggio 2015, la numero 8, ha previsto l’istituzione di strutture complesse sovra ordinate ai Servizi, denominate Dipartimenti, con funzioni di coordinamento, gestione e raccordo delle attività dei Servizi; con la deliberazione di giunta 409 del 12 agosto 2016 ha disposto di dare attuazione definitiva (Sic!!! – ndr) al nuovo assetto organizzativo dell’apparato burocratico regionale, mediante l’istituzione dei Dipartimenti:  della presidenza della giunta regionale (Dipartimento I); delle politiche di bilancio e delle risorse umane  – sistema regionale e delle autonomie locali (Dipartimento II); delle politiche di sviluppo (Dipartimento III); del governo del territorio, della mobilità e delle risorse naturali (Dipartimento IV). In ordine, li ha affidati ai componenti il suo cerchio magico: Mariolga Mogavero, Maria Rosaria Simonelli e Massimo Pillarella. Manca Alberto Manfredi Selvaggi al quale in origine era stato affidato il II Dipartimento peraltro tempestivamente abbandonato per evidente inconciliabilità (è stato propalato) con i sistemi in uso nel cerchio magico. Per cui, invece di essere riassegnato ad altro responsabile, è stato affidato ad interim a Maria Rosaria Simonelli, facilmente acquisita e messa in condizione di interagire brillantemente con il resto del cerchio magico. Prova: nell’ipotesi di assenza temporanea e/o di impedimento dei direttori di Dipartimento incaricati nella forma della titolarità e/o della reggenza, Mariarosaria Simonelli è incaricata delle funzioni di supplenza di Mariolga Mogavero; Mariolga Mogavero è incaricata delle funzioni di supplenza di  Massimo Pillarella; Massimo Pillarella è incaricato delle funzioni di supplenza di Mariarosaria Simonelli: perfetta quadratura del cerchio. All’interno del quale, a crescere di potere è soprattutto il braccio destro, l’occhio e l’orecchio del presidente: Mariolga Mogavero. Nel mettere mano ai Dipartimenti in prossimità dell’avvio del Por Fesr Fse 2014/2020, in aggiunta alle leve organizzative ed economiche che condizionano il Programma operativo regionale, le sono state assegnate le attività per realizzare un sistema integrato di istruzione e formazione professionale. Ciò  le darà il controllo e la vigilanza dei requisiti degli enti di formazione professionale accreditati, e degli enti di intermediazione dei servizi per l’impiego, e il  controllo e la vigilanza delle attività libere di formazione professionale e/o di ogni altra attività svolta dagli enti accreditati. In sostanza, la gestione di decine e decine di milioni di euro, di decine di enti di formazione, di decine e decine di formatori, e di centinaia, se non migliaia, di soggetti da formare. Colpo grosso, che del dipartimento della presidenza della giunta regionale ne fa il “dominus” assoluto sugli altri. Del cerchio magico, segnatamente alla Simonelli, sono andate le funzioni di avvocatura regionale, e a Massimo Pillarella (altra pupilla di Frattura) il Servizio idrico integrato e le funzioni relative alla regolamentazione e gestione delle acque pubbliche, nonché  le funzioni relative alla regolamentazione e gestione delle attività estrattive. Anche per lui (e per Frattura) ulteriori poteri: in materia di concessioni delle acque pubbliche, compresa la determinazione dei relativi canoni, l’istruttoria ed il rilascio delle concessioni di derivazione, delle autorizzazioni, degli attingimenti annuali e delle autorizzazioni alla ricerca di acque sotterranee;  il rilascio dei permessi di ricerca e dei titoli minerari per le concessioni di sfruttamento delle acque minerali e termali e “di sorgente”; le autorizzazioni di imbottigliamento e commercializzazione delle acque minerali, termali e di sorgente. La task force presidenziale in prossimità dell’avvio del Por e della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale e della presidenza della giunta.

 

Dardo

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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