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Altolà di Iorio a Toma sull’Accordo di Confine con la Regione Abruzzo

Il presidente della giunta regionale Toma potrebbe (ne ha titolo) e vorrebbe firmare con la Regione Abruzzo  l’accordo che consegnerebbe all’Ospedale di Vasto il primato sulla costa adriatica per l’attività emergenziali (24 ore su 24), impoverendo di conseguenza il già bistrattato Ospedale di Termoli. L’accordo è un lascito della giunta Frattura che Toma sta onorando con una progressione degna di miglior causa. Avendo mantenuto integro l’apparato burocratico di vertice costruito dal suo predecessore, viene naturale che da quell’apparato gli venga proposto e sollecitato il rispetto delle scelte programmatiche rimaste in sospeso. Tra queste, come diciamo, “l’Accordo di Confine” che pone la sanità abruzzese in netto vantaggio su quella molisana che Frattura, non va mai sottaciuto e dimenticato, ha smantellato sotto l’impulso del risanamento dei conti togliendo servizi e reparti agli Ospedali per darli in parte alla sanità privata e in parte, come nel caso che stiamo illustrando, agli Ospedali concorrenti. Una ferita profonda all’organizzazione sanitaria regionale nel suo complesso e un atto di sudditanza politica nei confronti di realtà esterne, con diverso e maggiore potere condizionante. In questo caso sarebbe la sanità ad essere sottomessa, in precedenza è capitato alle risorse idriche raccolte nell’invaso di Civitanova del Sannio e con la deviazione delle acque del Trigno in prossimità di Roccavivara (traversa di San Giovanni Lipioni), sempre in favore dell’Abruzzo. Fatti, non parole. Fatti generati dalla gestione del centrosinistra che l’avvento del centrodestra (?) pare non voglia o non sia in condizione di modificare. Lo dicevamo, Toma ha lasciato in piedi i capi dipartimento che sono tutti, nessuno escluso, espressione diretta di Frattura e del suo apparato politico/clientelare. Con un apparato del genere e con due assessori (Niro e Cotugno) che odorano ancora di centrosinistra e con un presidente del consiglio regionale (Micone) anch’egli di ritorno dal quinquennio fratturiano, c’è poco da sperare che dalla nuova amministrazione vengano segnali di cambiamento e, soprattutto, di buonsenso. Difatti, gli atti amministrativi che promanano da Palazzo Vitale sono tutti di impostazione e programmazione precedente. Di nuovo, nulla. Tranne una comunicazione minuziosa e pedissequa degli spostamenti del presidente e delle sue esternazioni. Tra cui, l’intenzione, appunto, di firmare l’”Accordo di Confine” con la Regione Abruzzo e gli impliciti vantaggi operativi all’Ospedale di Vasto. In attesa di potersi sedere sullo scanno che gli tocca in consiglio regionale ( entro settembre la decisione della Cassazione) attualmente assegnato alla seconda eletta della sua lista, Filomena Scuncio, Michele Iorio in risposta  alla dichiarazione di Toma ha dato un saggio della sua autorevolezza di già presidente della giunta regionale e conoscitore a fondo della strategia declassatoria utilizzata dal centrosinistra in materia di sanità, ponendo una sorta di altolà all’’Accordo di Confine”, e invitandolo il presidente Toma a riflettere e a considerare indispensabile, se non ineluttabile, che sulla faccenda si esprima il consiglio regionale. A parere di Iorio, l’Accordo con l’Abruzzo rappresenterebbe il colpo mortale alla sanità molisana. “Con tale atto – secondo Iorio –  il territorio molisano diventa, di fatto, tributario dell’Abruzzo. La conseguenza sarebbe quella di garantire al nuovo ospedale di Vasto l’emergenza 24 ore su 24 e, contemporaneamente, di impoverire la sanità del Basso Molise, con il conseguente aumento vertiginoso della mobilità passiva. Invece, sarebbe cosa molto meno costosa per il Molise e certamente più augurabile che ci si prodighi per rendere operativa l’emodinamica di Termoli h24 per la gestione delle emergenze, piuttosto che mantenerla alle 12 ore previste dal governo precedente”. Va detto e sottolineato che il servizio di gestione delle emergenze cardiologiche di Termoli basterebbe implementarlo con il personale necessario invece di depauperarlo con un nuovo centro a pochi chilometri di distanza e in un’altra regione. Inaccettabile. Alla luce di queste considerazioni il consigliere regionale (in attesa) Michele Iorio spera che si trovi possibilità di discuterne non solo all’interno della maggioranza ma, “senza divisioni dovute a colori politici, soprattutto all’interno del consiglio regionale che ha un’evidente competenza in materia tenendo presente le conseguenze per il Molise non solo per la sanità ma anche per altri settori quali ad esempio il commercio, il turismo e la riorganizzazione dei trasporti”. Se il buon giorno si vede dal mattino, con Iorio nella pienezza delle funzioni ne potremo vedere delle belle, ossia una salutare possibilità di affrancare la maggioranza di centrodestra dai residui politici e amministrativi del passato centrosinistra.

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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