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Altilia, un sito da valorizzare non da lasciare in abbandono

Caro direttore,

Il sito archeologico di Altilia, di indubbia bellezza e di inestimabile valore storico ed architettonico, versa nell’anonimato ed in uno stato di sciatteria che lasciano sgomenti. Questa è una delle tante occasioni mancate per la nostra regione, e non possiamo cavarcela dicendo che lo Stato ci ha abbandonato, perché in questo caso le responsabilità sono tutte nostre.

Non mi piace parlare male del Molise, ma non posso neanche fare a meno di constatare ciò che oggettivamente non va. Altrove, dopo iniziali errori e difficoltà, si è riusciti a far spiccare il volo a luoghi che tutto il mondo c’invidia, che sono dieci spanne avanti a certi altri che andiamo a visitare, presi da una inspiegabile esterofilia. Mi riferisco, ad esempio, all’area in cui sorge il tempio di Segesta (Calatafimi, TP), ad Ercolano, a Paestum. Sto parlando, come vedete, del Sud Italia e non a caso, perché sappiamo che noi meridionali -diciamocelo francamente- siamo rinomati per la capacità di “gettare le perle ai porci”, per citare un detto evangelico. Questo che cosa significa? Semplicemente che, attraverso un cambio di mentalità, si può operare la rinascita di luoghi che sarebbero curati come dei cavalli purosangue se solo si varcassero i confini nazionali. Se non si parte da una diversa prospettiva, si farà fatica a far conoscere Altilia in Italia e nel mondo.

Fino a poco tempo fa ho fatto parte di un forum di persone che amano viaggiare e si scambiano impressioni sui luoghi visitati o da visitare: quando ho parlato di Altilia, tutti -dico tutti- sono caduti dal pero perché non la conoscevano. Deprimente, no? Ecco, io ripartirei da questo episodio per ripensare tutte le attività del sito, da quelle dedicate alle scolaresche a quelle per i gruppi turistici, con maggiori e più circostanziate iniziative in notturna, con collaborazioni con archeologi e storici di fama nazionale, con sponsorizzazioni, con visibilità sui media, con programmi studiati appositamente per le scolaresche molisane, che spesso oltrepassano il confine regionale senza sapere che hanno un gioiellino in casa (anche a causa dell’ottusità di certi dirigenti scolastici). Occorre, inoltre, creare sinergie con il management di altri siti archeologici, per sviluppare programmi comuni, per scambiarsi idee, per creare itinerari condivisi.

Dobbiamo, in quanto molisani, dimostrare più amore per la nostra regione: l’unico, vero modo per farlo è lavorare insieme a programmi di rinascita e di visibilità di un micro-cosmo che ha tanto da dire in Italia ed all’estero.

La saluto nella speranza che qualcuno voglia prendere sul serio le mie parole

Gianfelice Raffalli

 

Di Giuseppe Saluppo

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7 commenti

  1. Demetrio Colacci

    Osservazioni molto circostanziate, che la dicono lunga sul grado di attaccamento che noi molisani abbiamo alla nostra terra, e quindi sulla volontà di valorizzarla per farla conoscere oltre confine. Come ha detto Vittorio Sgarbi, dopo Pompei ed Ercolano, Altilia si situa nella hit parade dei siti archeologici che non ospitano singoli monumenti, ma intere città. Una perla così va fatta conoscere a tutti i costi, e le proposte del signor Raffalli mi sembrano più che sensate.

  2. Sottoscrivo tutto quello che lei dice, una delle varie volte che sono stata in questo sito eravamo in 2 a visitarlo e un piccolo gruppo di pecore vi brucavano l’erba. In quel momento mi sono arrabbiata moltissimo specie pensando che all’estero pubblicizzano anche i sassi e che se avessero una perla del genere lo avrebbero tenuto con cura e pubblicizzato adeguatamente. Se avessi dovuto scrivere un articolo lo avrei intitolato “il turismo questo sconosciuto”

  3. Attilio Crescimbeni

    In Molise si ha la capacità di sminuire ciò che per sua stessa natura ha un valore intrinseco. Poi ci si lamenta del fatto che le cose vanno male: il problema è culturale, signori. Se non si cambia mentalità, si gettano le perle ai porci, come giustamente ha detto il lettore riprendendo un passo evangelico. Non è così che si ama la propria terra!

  4. Altilia e’ un posto magnifico, che nasconde -o, se volete, mostra- un tesoro immenso e la ricchezza di un popolo, quello romano, che ha tanto da dire a tutti. E’ inspiegabilmente un luogo sconosciuto ai più e, come e’ stato giustamente osservato, anche a tante scolaresche molisane che, guidate da presidi poco intelligenti, fanno le loro gite altrove. Abbiamo un forziere ricchissimo e lo lasciamo marcire. Siamo i numeri uno!!!

  5. Umberto Vinciguerra

    “Ciò che segue è sempre strettamente legato con ciò che precede; perché non si tratta di una semplice concatenazione di fatti indipendenti costretti insieme dalla necessità, ma di un concatenamento logico; e come gli esseri sono armonicamente coordinati, anche gli eventi presentano, al loro accadere, non una semplice successione, ma una mirabile e stretta correlazione” (Marco Aurelio, Pensieri, I sec. d.C.). Il fatto che Altilia versi nell’oblio è la diretta conseguenza del pressappochismo di chi ci governa o ci ha governato e dell’incompetenza di chi viene messo a capo dei poli archeologico-museali nostrani.

  6. Quando penso al fatto che Altilia è un sito perfettamente sconosciuto, mi viene una forte rabbia. Gli antichi romani si staranno rivoltando nella tomba per tutta l’indifferenza ed il pressappochismo che aleggiano nella nostra regione.

  7. Un sito così dovrebbe fare faville non solo in tutta Italia, ma anche in tutto il mondo, dato lo spessore storico-architettonico che possiede. Ed invece siamo qui a mandare messaggi sul blog di un quotidiano, chiedendoci se mai decollerà. E’ una vergogna, una vera vergogna!

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