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Alternativa viaria al viadotto Liscione

Lo sciame sismico in atto nell’area di Acquaviva Collecroce e Montefalcone, ha riaperto la  questione sulla necessità di riprendere il progetto di strada alternativo al ponte del Liscione. Per superare, ovvero, il tratto di strada che vede i piloni avvolti da 147 milioni di metri cubi d’acqua. Nel 2001 era stato pure avviato un progetto che prevedeva la realizzazione di una bretella posta ai margini del lago e ritenuta più sicura e funzionale. Un progetto che avrebbe consentito la piena sicurezza della viabilità lungo la Bifernina con l’eliminazione del tratto stradale con i piloni all’interno del lago. Con il presidente dell’Anas dell’epoca D’Angiolino, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Micheli e la Regione Molise,  si era pensato ad un raddoppio nel tratto Guglionesi-Lupara, in modo da ovviare al viadotto sul Liscione. La Regione Molise aveva dato disponibilità al Governo di utilizzare fondi all’epoca esistenti ammontanti a 50 miliardi di vecchie lire ed ulteriori 20 miliardi dovevano essere messi a disposizione dallo Stato. Poi, però, non se ne fece più nulla perché venne avviato il discorso più ampio dell’autostrada. Quanto accaduto in queste ore, con gli eventi sismici, porta a riaprire quel capitolo legato a una progettazione che appare ancora più di più stretta attualità.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Il terremoto di di giorni fa ripropone il tema della sicurezza della diga e dei viadotti sul lago. E’ urgente la realizzazione di una strada variante che bypassi i viadotti. Si renderebbe più sicura la bifernina in quel punto separando i versi di marcia e, in caso di necessità (per impraticabilità dei viadotti) utilizzarla in alternativa. Sarebbe auspicabile una strada a 4 corsie da Termoli a Venafro, ma intanto cerchiamo di realizzare qualche pezzo nei punti più critici.

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