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Alla Regione Molise, dove mettono mano sbagliano

Nel novero delle scelte e delle decisioni sbagliate che la Regione Molise negli ultimi anni ha sommato, dimostrando di avere idee poco chiare e supporti tecnici e amministrativi non sempre e non proprio all’altezza del compito, visto che alcuni bandi pubblici e, tra questo, il bando di cui diremo appresso, sono risultati viziati sul piano della legittimità e della applicabilità, bene, in quel novero va aggiunto il bando pubblico per la concessione in affitto e per la valorizzazione dell’azienda agricola “Pantano”, alo scopo di creare un modello di sviluppo rurale locale finalizzato allo sviluppo, all’occupazione ed al sostegno di filiere produttive corte sul territorio molisano. Insomma, un modello aziendale da porre ad esempio e come possibile traino al sistema produttivo agroalimentare. Intenzione ed obiettivo indubbiamente validi ma, come diciamo, maldestramente  allestiti e proposti se, com’è vero, quel bando non ha avuto fortuna. Infatti, il Tar Molise e il Consiglio di Stato ne hanno sospeso l’efficacia, e la giunta regionale ne ha disposto la revoca per “sopraggiunti motivi di interesse pubblico”. Uno smacco. Va detto che la Regione è proprietaria dell’ azienda “Pantano”, in territorio di Termoli, in Contrada Pantano Basso, di circa 95 ettari di cui circa70 coltivabili, con fondi rustici e fabbricati rurali: un patrimonio di rilievo per entità e qualità. Che però, nelle mani dell’Ente pubblico non rende per quanto potenzialmente potrebbe rendere, specie se utilizzato da gente esperta. Il tentativo posto in atto e miseramente abortito, mirava a questo; a trasferire quel patrimonio agricolo e produttivo in mani private di accertata professionalità. Fallito il tentativo, per evitare che il bene patrimoniale deperisse o perdesse fertilità e produttività, seppure temporanee, la Regione s’è trovata di fronte alle necessità di operare una diversa azione amministrativa. Per rimediare al flop, ha provveduto a modo suo, vale a dire con un rattoppo, ovvero dando l’azienda in fitto annuale (i terreni attualmente risultano condotti in affitto fino al 10 novembre 2017)  ricorrendo agli accordi in deroga previsti dall’articolo 45 della legge del 3 maggio 1982, numero 203 (norme  sui contratti agrari) . Una soluzione tampone, una sorta di intermezzo in attesa di un nuovo bando per la concessione in affitto e per la valorizzazione dell’azienda, qual era quello costretto ad essere revocato per varie criticità tecniche e amministrative. Appresa la lezione, infatti, la giunta regionale ha avviato un nuovo progetto di base con linee guida “atte a definire un modello sostenibile, e idoneo a prevenire e a superare le criticità  attraverso la fornitura delle informazioni necessarie, in ordine alla fattibilità tecnica, economica ed organizzativa, all’effettivo avvio della realizzazione di un progetto di valorizzazione, tenendo conto pedissequamente delle norme tecniche e prescrittive di riferimento”. Tutto ciò che aveva omesso di fare nell’allestire il bando revocato. L’operazione di rinnovamento dovrebbe concludersi dopo il 2018. Rimane aperta però la necessità di non interrompere l’utilizzazione dei terreni aziendali, di evitare il loro decadimento produttivo, cioè evitare pregiudizio alla proprietà e l’eventualità di occupazioni abusive, incendi, abbandono di rifiuti, difficilmente evitabili senza la sorveglianza degli immobili e dei terreni. Questa condizione di necessità contingenti ha indotto la giunta regionale a predisporre un bando di gara ad hoc per la concessione in affitto della Pantano, per la sola annata agraria 2017-2018, “a garanzia della continuità nella gestione del bene”, per un canone di affitto a base d’asta, di 34.927,20 euro. Ciò consentirebbe, come abbiamo già detto, “di sviluppare un progetto funzionale e sostenibile, per un’integrale valorizzazione del complesso aziendale, nel rispetto dei programmi dall’Ente”. Se si procedesse al rilievo sistematico e analitico dei beni patrimoniali della Regione, ci sarebbe da scrivere parecchio e da sollecitare, non solo e non tanto l’attenzione della stampa, per rimuovere omissioni, sprechi, abbandoni, disinteresse. Probabilmente se ne sta rendendo conto la giunta di Palazzo Vitale che nei giorni scorsi, per evitare di creare un vulnus all’azienda agricola Pantano, ha deliberato di indire una procedura aperta per darla in fitto per l’annata agraria 2017-2018, in attesa di un nuovo bando organico per la sua definitiva concessione in affitto e per la valorizzazione dei prodotti.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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