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Alla figuraccia della Regione  Molise alla Bit di Milano  sta rimediando l’intelligenza di giovani molisani su facebook

Se n’è parlato poco ma lo scorno è stato tanto. La figuraccia rimediata alla ultima Borsa internazionale  del turismo (Bit) di Milano dalla Regione Molise è impossibile archiviarla, facendo finta di niente. Ha fatto epoca.  E’ successo che sul sito ufficiale del Molise, in un contesto internazionale con gente che vive di turismo e sa riconoscere la qualità, la diversità, la novità e la bellezza dei luoghi come stimolo alla conoscenza e, quindi, come sollecitazione ai vettori turistici e ai turisti in quanto tali a scoprirli, a visitarli, a conoscerli, sono comparse didascalie sbagliate a corredo di immagini  altrettanto sbagliate: figurarsi, immagini della muraglia cinese (!) e di castelli esteri in sequenza, che alla loro erroneità sommavano la gravità del danno d’immagine della nostra realtà storica, artistica, paesaggistica e culturale, al ridicolo di una imperizia, da parte dell’allestitore del sito, senza precedenti. Un tonfo che, pur sommergendo la Regione, l’allestitore del sito, e il Molise di ridicolaggine,  ha funzionato da richiamo (per la singolarità dell’accaduto) più di quanto avrebbero funzionato da richiamo le immagini e le didascalie appropriate e corrette. Ad un Molise reale insomma è stato contrapposto un Molise contraffatto: siti archeologici come  Saepinum, Pietrabbondante, Larino, per citare solo i più noti, costituiscono di per sé un richiamo culturale difficilmente paragonabile in giro sul territorio italiano, fonte d’interesse storico per studiosi e … per curiosi, sono diventati siti cinesi e internazionali. Il paradosso però a volte funziona più e meglio della normalità. E la normalità, alla Bit di Milano, sarebbe stata la sequenza delle immagini  delle bellezze e dei reperti storici/artistici/archeologici che fanno del Molise un unicum nel quadro generale del Paese. Della partecipazione della Regione alla Bit di Milano sarebbe rimasto un resoconto soddisfacente, niente di più. Grazie all’incidente di percorso che s’è verificato con il qui-pro-quo delle immagini false e delle didascalie non corrispondenti, la clamorosa defaillance organizzativa e promozionale è diventata una inopinata fonte di commenti e di valutazioni sul Molise e sui molisani. Se l’avessero fatto apposta a proporre la Muraglia cinese al posto degli scavi archeologici di Saepinum e altre “falsificazioni” dello stesso genere, mai avrebbero mosso tanta attenzione e ilarità!  La curiosità, infatti,  è stata notevole, ma notevole è stata anche la ridicolaggine cui, peraltro, la Regione Molise  non ha saputo rimediare preferendo subire in silenzio la presa in giro. Ma il Molise non è la Regione Molise. Il Molise è fatto di molisani e, fortunatamente, tra i molisani non mancano l’intelligenza, l’ironia (ch’è figlia dell’intelligenza), la reattività, e non mancano le contromisure per rendere sul filo del paradosso la ridicolaggine un veicolo di comunicazione particolarmente attraente e commentabile. Come hanno saputo fare, con sapiente intelligenza e icastica ironia, Paolo Pasquale e Antonio Vinciguerra pubblicando immagini del Molise cariche di suggestioni e di similitudini paesaggistiche e documentali e di appartenenza geografica, facendo in modo che uno scorcio del lago di Castel San Vincenzo con sullo sfondo le Mainarde fosse un suggestivo scorcio della Carinzia; un tramonto sul mare a Termoli con in primo piano una palma fosse un tramonto hawaiano; un interno espositivo della quadreria molisana di Palazzo Mazzarotta fosse un possibile scorcio dell’Hermitage di San Pietroburgo; l’insieme panoramico del castello Monforte e delle chiese romaniche di san Giorgio e san Bartolomeo emergente da un mare di nebbia fosse un facile rimando a una delle immagini simbolo di Mont Saint Michel e così una passerella sospesa in una delle gole del Matese in territorio di Roccamandolfi fosse una delle passerelle tibetane di cui sono infarcite le pagine delle riviste “en plein air”.  Ogni martedì, giovedì e sabato, Paolo Pasquale e Antonio Vinciguerra pubblicano sulle loro pagine facebook immagini che ritraggono il Molise corredate da didascalie di luoghi esteri similari, per mostrare (e dimostrare) che di bellezze ne abbiamo anche noi di portata mondiale. Vedere per credere.  Le pagine coinvolte sono: Turismoinmolise – ScopriAmo il Molise – Narratografo – Associazione Centro Storico Campobasso onlus – Arianna von Tigalian-  Larino in foto  Marina Bucci – Itinerari del Molise – Molise nel cuore – BelMolise – Associazione in Vista – Centro Storico di Campobasso – Castello Monforte di Campobasso. Visitarle è rifarsi gli occhi, sorridere e sentirsi cittadini del mondo.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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16 commenti

  1. A me sembra che si stia andando di male in peggio. Il.Molise è una regione naturalisticamente davvero bella, che colpisce per la straordinaria varietà dei paesaggi -si passa in due ore dalle foreste centenarie dell’alto molise, al mare con i campi di grano fin sull’acqua, sulla costa adriatica. Ma il povero molise paga il pegno dell’iperbolico campanilismo della sua gente. Riuscire a paragonare Campitello con il Tibet è una cosa che fa venire lo sconforto, imbarazzante, ma soprattutto che fa immediatamente apparire squallida una montagna che alla fine, anche se non era certo una cima alpina, era pur sempre un posto in cui farsi una piacevole sciata; paragonare Palazzo Mazzarotta all’Hermitage di S. Pietroburgo (!!! Ma voi vi rendete conto di cosa dite?)
    o Campobasso a Mont Saint Michel, fa impallidire e sembrare posti che, se invece di essere ritenuti i più belli del mondo, fossero migliorati e valorizzati, potrebbero veramente riportare un po’di vita in questa regione. Campobasso non somiglia a Mont Saint Michel, ma è una città oggettivamente brutta e se la parahonate a S pietroburgo chi ci artiva verrà assalito da una desolazione senza fine. Se uno che va a sciare a Campitello deve pensare alle Alpi o al Tibet, gli viene la depressione. Le potenzialità nella regione ci sono eccome, ma se chi ci vive pensa che Isernia sia meglio di Parigi, non farà mai nulla per migliorarla. Nessuno fa nulla per migliorare questa regione, tra i suoi abitanti, nessuno si sforza di rendere più belle le città, perchè chiuque ti dice che esse sono le più belle del pianeta, ergo ci si abbandona, mentre il mondo cresce, ad un immobilismo sconfortante, nel quale, con un fsnatismo mai visto, tutti contemplano una via dagli orrendi palazzi in cemento, scrostati e avvolti di cavi e antenne e ti dicono che sembra Venezia. Squallide piazze disabitate con casermoni grigi, due insegne arrugginite che cigolano e una sedia rotta abbandonata, ti vengono modtrate con un orgoglio sconcertante. Se invece di questo campanilismo esaltato, di questo fanatismo, che vi ha portato a filmare alcuni garage e la facciata cieca di un palazzo avvolto nella nebbia a Campitello e metterli online inneggiando alla meraviglia, aveste capito che quelle erano scene del terrore, avreste migliorato il posto, sareste andati a fare le riprese in un punto più bello, mostrando il panorama che non è affatto male, o gli animali, la natura incontaminata, avreste evitato l’impietoso paragone con il tibet che farebbe apparire squallido anche un luogo meraviglioso, e avreste abbellito i luoghi. Invece c’è un immobilismo che sarebbe concepibile solo in Paradiso. Perchè voi, come il Padre Etetno, non potete migliorare. I paesi si svuotano, ma voi non ve ne preoccupate, non cercate di ripopolarli, di attirare la gente, perchè non vedete che sono spettrali ed angosciosi, ma che se fossero vivi, satebbeto graziosi. Altrove si lambiccano il cervello per capire come riportsrenla gente a vivere da loro. In molise non sia mai! La gente va via e voi dite che è meglio, così ol.molise ve lo godete solo voi. Intanto, nelle altre regioni, ne pensano mille per attirate nuovi abitanti, o per aprire piccole botteghe artigiane, ma voi spiegate che no, da voi non ci devono essere. Altrove si cercsno di salvare antiche arti e trsdizioni artigianali; a voi muoiono soto gli occhi e non fate niente. Niente. Al massimo fate spallucce, ma solo in casi eccezionali. Passate il tempo a fotografare il degrado e a dire com’è bello. Ma ora arriviamo al punto di dire che campitello sembra il tibet e una chiesa di campobasso sembra Mont saint Michel! è una cosa che desta preoccupazione. Finitela di farvi del male. Dopo aver dcritto cose simili, chi verrà in molise si ammalerà di depressione. Se invece valorizzaste ciò che fi bello davvero avete e che non è poco, se organizzaste attività culturali oltre che sagre di paese in cui si mangia e beve, se faceste dei piani urbanistici per rendere più belli i paesi, se capiste che gli ultimi artigiani capaci di fare certi bei lavori li dovete mettere ad insegnare aprendo svuole, botteghe, mostre, invece di osservarli immoboli ed inerti, se vi ricordaste dell’esistenza dell’arte, della musica classica e faceste suonare i non pochi bravi musicisti (a Campobasso c’è un buon conservatorio!), invece di invitare quaalche cantante novantenne di qualche ignoto gruppo fuori moda a cantare canzoni tristi davanti a sedie di plastica vuote, se impiegaste sovvenzioni per aprire teatri e cinema, per far tornare le persone, insomma se poteste concepire che voi non siete i migliori del mondo, che no, il.molise non è meglio del tibet, che cambiare non è ol male assoluto, che i “forestieri” non sono dei poveracci non alla vostra altezza,.potreste attirare più persone a vivere lì e più turisti. Ah, già. Ma voi non li volete. Voi non potrestd mai stare meglio fi così, mai essere mihliori fi ciò che siete.
    Intanto a Isernia c’è un tasso di consumo di droga che è tra i più alti d’Italia petchè i ragazzi sono disperati, non c’è un cinema, un teatro, un bel posto dove passeggiare, non c’è nessuno,quasi solo vecchi, e la loro unica speranza è fuggire via. Magari nel degrado d’una Parigi o d’una Venezia. Che scemi, eh?

  2. Donato Di Biase

    Guardare sempre all’orto del vicino come a qualcosa di migliore e più appetibile è immaturo e davvero poco costruttivo. Le bellezze sono di varia natura e non è che tutti debbano avere la basilica di San Marco o Notre Dame de Paris, altrimenti dalla bellezza si passa all’omologazione. Poi, far finta di dimenticarsi che città come Parigi e Londra (città inspiegabilmente osannare da italiani esterofili che non sanno dov’è Padova e quali bellezze racchiude), siano piene zeppe di problemi di integrazione e di sperequazione sociale, significa solo una cosa: non voler vedere la realtà. Ma suvvia, ci si droga perché non c’è un cinema?? E allora nei paesi da cinquecento abitanti, dove ci sono solo i servizi essenziali, che cosa si dovrebbe fare? Non è questa la giusta ottica. Quello di cui il Molise ha bisogno è semplicemente maggiore coesione fra i cittadini e maggiore voglia di lottare. In Emilia-Romagna succede questo, e succede anche e soprattutto se ci sono problemi da affrontare. Si prenda esempio da ciò e si lasci Parigi a casa sua, perché non ne abbiamo proprio bisogno.

  3. Parigi è stata chiamata in causa non da me. Non è quindi a me che deve dire” Parigi lasciamola a casa”. Il sito di cui si parla ha paragonato Casacalenda a Rio de Janeiro, palazzo Mazzarotta a l’Hermitage di San Pietroburgo e Campobasso a Mont Saint Michel.
    Non è a me che deve dire che non bisogna chiamare in causa questi luoghi,,non è a me che deve dire “Parigi lasciamola a casa”, ma a chi parlando di Isernia la paragona a Parigi.
    A me non sarebbe mai venuto in mente, perchè so cosa sia il senso del ridicolo.
    Una persona nota che il paragone tra Campitello e il Tibet, o tea Campobasso e Mont Saint Michel è improprio ed imbarazzante. In qualsiasi altro posto al mondo, chiunque avrebbe cconvenuto sull’ovvietà dell’osservazione. Ma nel Molise ovviamente ci si sente dire che a Londra si sta male. Va bene. Si sta meglio a Isernia.
    Lq vostra presunzione, la sconcertante mancanza di senso del ridicolo, sono una delle principali cose che vi impediscono di migliorare. Il Molise ha dei boschi straordinari, una natura molto bella, luogho incontaminati,,aria pulita. Ma è deserto, sta morendo, sono andati via tutti. La colpa non è del Molise, è di chi ci abita.
    Se uno vi invita a chiedervi cime mai la regione si spopola, come mai c’è un tasso di cinsumo di droga altissimo in unq città come Isernia, voi , invece di chiedervi la ragione di questi problemi, rispondetr che va benissimo così. Non c’è un solo cinema, un solo teatro in tutta la città? Va bene così. Alla fine, come volevasi dimostrare, la conclusione è sempre quella. A Isernia si sta meglio che a Londra. Infatti, come si può osservare, tutti ci vogliono venire a vivere, e nessuno vuole andare a Londra.
    Infindo: a cosa servono i Musei, i concerti, l’arte, la musica, a cosa serve valorizzare le tradizioni e tenerle vive? A cosa serve attirare giovani a vivere nelle vostre città, creare lavoro, commercio, cultura, vuta? Voi state benissimo così. Il mio invito a migliorarvi è stato accolto proprio come è stato previsto nel mio post : arriva il molisano che risponde che voi non avete bisogno di migliorarvi, che va benissimo così, che campitello è come il Tibet e che a Isernia si sta meglio che a Londra. Ma si è dimenticato di aggiungere il pistolotto finale : “meglio che non ci viene nessuno, così il Molise ce lo godiamo solo noi”.
    Godetevelo solo voi. Restate convinti di essere i migliori del mondo, che a Isernia si vive meglio che a Parigi, che aprire un cinema sarebbe una pessima idea, e pure che non è il caso di viaggiare e conoscere il mondo, quando si possono ammirare campobasso e isernia.
    Infatti io non vi ho invitato a cercare di migkiorarvi, o di non rendervi ridicoli paragonando i vostri paesi a Venezia e Parigi.
    Al contrario, ho scritto che non avete alcuna intenzione di migliorare e che siete davvero convinti che Isernia è meglio di Parigi.
    A riprova, basti leggere il suo intervento.
    Mi viene uno sco forto, una desolazione, una depressione quando vengo in Molise, che non so descrivere. E non è certo per i luoghi così belli, ma per la presunzione e l’immibilismo della sua gente. Una regione che poteva essere vuva e bella sta morendo sotto i vostri occhi compiaciuti. Chiunque avrebbe riconosciuto che a Isernia c’è troppa depressione,,che si dovrenbe fare qualcosa. Arriva il.molisano ed invece di dire “si, un cinema ci vorrebbe”, rispinde che a Parigi si sta male. Ha visto come vi conosco bene? È proprio quanto dicevo nel mio post.
    Restate dove siete, non fate nulla,;mi raccomando. Tanto è evidente che non avete bisogno di nulla, non divete migliorare e state benissimo così, tra il Tibet e mont saint Michel.
    L’autocritica, il senso del ridicolo e la voglia di migliorare servono al resto del mondo, non certo al Molise.
    “Si lasci Parigi a casa sua, perchè non ne abbiamo proprio bisogno”. No. Si sta tanto bene a Isernia.
    Una voltq un signore di Campobasso mi disse che alcuni suoi conoscenti dagli Usa erano venuti in Europa. Avevano visitato tutte ke Capitali europee, ma avevano detto che la città più bella era Campobasso.
    Non cambiate, mi raccomando, non migliorate, non crescete, non vi divesse mica venire in mente di fare qualcosa? Restate fermi lì, tra le strade vuote, le mille porte chiuse di case che si sono spopolate, le vie fiancheggiate da orrendi casermini in cemento nel silenzio, uccidete ancora, cin la vostra sconcertante presunzione, le bellezze naturali che avete intorno, fate spallucce se vi dicono che nelle vostre cittàvi è il più alto tasso di droga d’Italia e rispondete ancora che a Isernia si sta meglio che a Parigi, che Campobasso pare San Pietroburgo e che voi non dovete migliorare in nuente, cambiare in niente, fare niente. Vi conosco. Quando le vostre città vi crolleranno in testa, non farete lo sforzo dii spostarvi. Tra polvere e calcinacci direte commossi: visto che bello? Vuoi mettere con Parigi?

    • Signora Rosaria, se ha tutto questo tempo per scrivere, perché non si rimbocca le maniche a fare qualcosa di buono in prima persona per il Molise? Campitello sarebbe deprimente? Il lunedì di Pasqua ero lì a sciare e le avrei registrato le frasi di entusiasmo di sciatori laziali, pugliesi, campani. Si può sfruttare anche l’altro lato della montagna per rendere la località più appetibile? Certo. Si può fare di più? Certo. Ma finiamola col disprezzare e puntare il dito sempre contro gli altri come se fosse sempre colpa di entità esterne. Lo sport nazionale lasciamolo a casa e sentiamoci tutti parte di una COMUNITÀ che cresce solo se tutti danno il loro contributo. Non c’è altra ricetta.

    • Se le fa tanto schifo il Molise, non ci venga!! Molto semplice! Non si preoccupi, che nessuno la forza né la invita. Stia dove le città non crollano addosso e dove tutto è perfetto.

    • Lei si è presa la briga di leggere un articolo del genere per poi disprezzare. Primo: chi è lei per farlo? Secondo: se non le piace una cosa, la accantona e non sta neanche a perdere tempo a scrivere.

    • Donato Di Biase

      La sua presunzione non la porta neanche a capire quello che uno vuol dire. Si ricordi che non esiste il pensiero unico, per fortuna c’è anche un altro mondo possibile. Povera Italia!

    • Vuoi mettere, invece, con la stupidità di una denigratrice senza alcun criterio razionale?

  4. ARIANNA DI BIASE

    Signora Rosaria, da che cosa nasce tutta questa sua acrimonia verso il Molise? Da qualcosa che le è andato storto? Vada a disprezzare in casa sua, perché qui non siamo gli zerbini di gente che vomita critiche gratuite!

  5. ARIANNA DI BIASE

    Io faccio parte di un comitato civico e, da esperienza fatta, posso dire, senza timore di smentita, che se non ci si rimbocca le maniche, non si ottiene nulla. Il Molise è bello, ricco, accogliente, ha solo bisogno di maggiore spirito di iniziativa, ma questo non giustifica IN ALCUN MODO critiche gratuite. Si abbia umiltà e si lavori in silenzio e con perseveranza per il riscatto di questa piccola, grande regione.

  6. Teresa Marcantonio

    Mi scusi, Rosaria, ma ha inalato del Bio Presto all’eucalipto? Non ho mai letto un discorso tanto delirante…

  7. Rosaria, faccia un bagno d’umiltà e chieda scusa a tutto il Molise per le offese gratuite ed infantili che gli ha mosso. Rispetti gli altri ed impari a respirare prima di parlare!

  8. Signori, lo sapevate? Se non c’è una palestra o un cinema, la gente si dà alla droga o all’alcol. Consequenziale, no? Quo usque tandem abutere, Rosaria, patientia nostra??

  9. Non si possono scrivere né pensare cose come quelle della sig.ra Rosaria. E tutto questo perché? Perché è stato scritto che ci sono state delle imprecisioni nella presentazione del Molise al BIT di Milano. Da lì si è partiti per la tangente con banalità e cattiverie senza senso. Ma dove siamo?? Se questa signora vuol farsi perdonare, faccia qualcosa di buono per il Molise, firmi la petizione su change.org: “Sito archeologico di Altilia (Campobasso): basta con l’anonimato!”.

  10. Dopo aver letto le baggianate della signora Rosaria (chissà perché poi non ci si firma mai per nome e cognome in queste sedi), mi sento ancora più ORGOGLIOSAMENTE MOLISANA.

  11. Giuseppe D'Agostino

    Il disprezzo fine a se stesso non è da persone mature. Orgoglioso, come la signora Mara, di essere molisano e di portare il nome, la dignità, le peculiarità della mia regione in Italia. Venite in Molise, ne rimarrete molto favorevolmente colpiti!

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