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“ALEA IACTA EST”

di Massimo Dalla Torre

 

Chissà cosa penserebbe Giulio Cesare, sommo stratega, se vivesse ai giorni nostri e avesse l’opportunità di studiare le mosse poste in atto da chi è in procinto di candidarsi o ricandidarsi alle consultazioni elettorali primaverili. Sicuramente rivedrebbe, anzi correggerebbe quello che è passata alla storia come ineguagliabile: l’arte della guerra e della strategia. Arte se d’arte si può parlare, perché la guerra non è mai accettabile e tanto meno auspicabile, che è ancora combattuta con armi che ricordano gli agguati della Roma sia imperiale sia Borgiana, dove era pericoloso, soprattutto, se si apparteneva a famiglie scomode, come: Orsini, Farnese, Colonna… girare nottetempo, non scortati dai “famigli” armati di tutto punto, e dove con il favore delle tenebre potevi essere pugnalato e di conseguenza tolto di mezzo per sgombrare il campo da fardelli ingombranti che ostacolavano progetti e potentati” questo è quello che le cronache del tempo riportano. Arte e mezzi che, nonostante sono passati secoli, è ancora utilizzata da chi abilmente si sta preparando ad affrontare la nuova stagione elettorale pur di salvare il salvabile; cosa ardua e difficile visto il malcontento della gente. Nel leggere i commenti sugli accadimenti, e sulle non azioni causate dal non decisionismo in primis, di comodo aggiungiamo, ci convinciamo sempre più della scelta del titolo che è quanto mai calzante, perché mette a nudo una verità incontrovertibile, chiunque è al vertice del sistema mette in atto la cosiddetta “resistenza passiva” in modo che l’avversario si stanchi e lasci la presa lasciando sgombro il campo. Mossa che, chi ha scelto di scendere nell’arena politica ha previsto valutando le conseguenze che possono scaturire soprattutto se si va contro corrente nonostante i programmi e le promesse. Mossa che mette ancora più in trepidazione i cittadini che guardano al futuro con scetticismo e perplessità: non a caso Lorenzo il Magnifico nei canti carnascialeschi scriveva “…del diman non c’è certezza” perché, anche se il “dado è tratto”, il Rubicone non offre più sicurezza perché presenta “buche e vortici” causati dal non ascolto di chi ti ha dato fiducia; ecco perché ci riserviamo di scrivere nuovamente sulla questione quando si procederà alla conta dei deceduti, dei  feriti e dei dispersi; sempre che qualcuno esca incolume dalla tenzone della primavera 2019 che si presenta aspra e cruenta.

Di Giuseppe Saluppo

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