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Aldo, denghiù. Denghiù

di Giuseppe Saluppo

 

Ora, è tornato al suo paese. Larino. Aldo Biscardi se ne è andato insieme, forse, ad un calcio che non c’è più. Di passione, con l’ironia, con lo sfottò, con la chiacchiera da Bar dello Sport. La sua Larino e il suo Molise li ha tenuti sempre presenti. Per questo, al suo funerale celebrato proprio nella cittadina frentana avremmo voluto vedere stringersi intorno le istituzioni. Quelle regionali, provinciali e, perché no, parlamentari. Invece, il vuoto. Ne avrebbe fatto un Processo? Non ne sarebbe valsa la pena. Un’assenza che pesa, nelle immagini ma che rende ancora più vivo l’uomo. Figlio di questa terra alla quale ha sempre mostrato affetto, mai dimentico. Purtroppo, in questa terra si dimentica tutto. Così, in fretta. Chi rappresenta le istituzioni sembra preso dal domani che ha un inizio ma mai una fine. Intrappolato in un vortice dal vuoto pneumatico. Eppure, Aldo Biscardi resterà nel suo modo di fare televisione, unico e irraggiungibile. La gente gli voleva bene proprio per la sua semplicità, per quella sua cadenza frentana, per gli svarioni grammaticali, voluti o non voluti. Un giornalismo sportivo anche divertente che non c’è più. Peccato, allora, quell’assenza del Molise ufficiale, istituzionale. Per testimoniare la vicinanza a chi, pure, al Molise ha dato. Dimenticare, e tanto in fretta, è grave. Per buona sorte, come diceva Seneca: “Alla sapienza non si può nuocere, il tempo non la cancella, nessuna cosa la può sminuire”. Denghiù.

Di Giuseppe Saluppo

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2 commenti

  1. Pierangelo Mattioli

    Arrivederci, Aldo. Semplicemente, grazie!

  2. Da figlia di un larinese amico d’infanzia di Aldo e da molisana non posso che rattristarmi di una tale perdita, ringraziarlo anch’io per aver portato il nome del Molise al di fuori dei confini regionali e augurargli di poter riposare in pace.

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