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Acqua, maggioranza con numeri risicati

CAMPOBASSO. Esiste ancora una maggioranza in seno al Consiglio regionale? Domanda legittima se si considera che sulla discussione inerente la costituzione dell’Egam, la maggioranza non è riuscita a portare a casa se non 10 voti. Più volte, infatti, è stata battuta con 11 voti su singoli emendamenti. Una situazione politica frutto dell’assenza di qualsivoglia discussione interna sulla proposta di legge e sulla volontà, dichiarata, di arrivare ad una forma di privatizzazione del settore delle risorse idriche che non è scesa giù a molti consiglieri della stessa maggioranza. Curioso, allora, è stato assistere alla discussione e al confronto in aula sui 108 emendamenti e sub emendamenti alla proposta di legge. L’ignaro cittadino che ha assistito alla seduta, che rischia di vedersi espropriata l’acqua e doverla pagare di più, ha visto il susseguirsi di votazioni con una maggioranza risicata al voto ma solo grazie alle astensioni di qualche componente della stessa coalizione. Petraroia, Niro, Scarabeo, Totaro e Lattanzio hanno manifestato questo stato di difficoltà nell’affrontare la discussione e il confronto attraverso il loro voto. La Giunta regionale ha ritenuto, invece, caparbiamente di volere andare avanti ad ogni costo quando, il caso, avrebbe dovuto portare ad un raffreddamento delle tensioni e alla riapertura di un confronto più vasto a partire dalla Commissione consiliare. Il tema delle risorse idriche è fondamentale per il Molise e, per questo, avrebbe avuto la necessità di un confronto ampio e serrato passante per tutte le forze politiche e i rispettivi consiglieri. Perchè, allora è stata preferita la strada dell’imposizione in aula del testo così come predisposto dalla Giunta? Perchè, non si è consentita la rilettura a più voci del testo e una sua, eventuale, riscrittura a più mani? L’acqua, lo ripetiamo, è argomento vitale per il Molise essendo l’unica, vera, risorsa naturale. Giocarsela sul piano della possibile privatizzazione non giova al Molise e ai molisani. E un Consiglio regionale dovrebbe garantire il mantenimento in capo alla Regione della risorsa stessa. Altrimenti, il gioco potrebbe nascondere reconditi motivi distanti dalle reali esigenze dei cittadini molisani.

Di Giuseppe Saluppo

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